Balotelli torna a casa


E alla fine c’è stata la fumata bianca. Mario Balotelli potrà finalmente indossare quella maglia rossonera che “furtivamente” aveva indossato solo per Striscia la Notizia, oppure in passato, quando ancora ragazzino, andò in giro di rossonero vestito per festeggiare lo scudetto di Zaccheroni nel 1999.

Balotelli non ha mai negato la sua fede milanista, neanche quando giocava nell’Inter- e questo gli è valso l’ostracismo del “clan argentino” e probabilmente anche qualche ceffone da Materazzi- ne quando era al City, dove evidentemente vestiva con più voglia la seconda maglia del club di Manchester, proprio quella rossonera.

Ora però toccherà a lui, saper ripartire e cancellare quelli che sono stati i suoi ultimi mesi al Manchester City, le liti con Mancini, il minutaggio scarso in campo, e le polemiche che non hanno mai smesso di seguirlo.

Il Milan con lui fa sicuramente un gran colpo, anche perché si assicura un giocatore pagandolo 20 milioni di euro, quando fin solo qualche mese fa l’ad del City Soriano ne chiedeva 37 e perché Mario ha solo 22 anni, e quindi potenzialmente, ancora tutta la carriera davanti a se. Chiaro il riferimento anche “politico” all’acquisto di Balotelli. Con le elezioni fissate per il 24 febbraio, l’attaccante azzurro vale più di qualsiasi manifesto elettorale appeso per le vie di Milano e provincia. Non penso però che l’investimento sia stato fatto per questo, primo perché non credo che Balotelli possa “spostare” gli equilibri elettorali e poi perché questo era una “matrimonio che si doveva fare” prima o poi, programmato e continuamente rinviato per almeno due anni.

Ora il Milan disporrà di un attaccante giovane, per un attacco ribattezzato già il tridente delle “creste”, con Balotelli, El Shaarawy e Niang. Andando però un po’ in controtendenza, credo più che l’acquisto di Balotelli da parte del Milan sia più importante da un punto di vista motivazionale che non tecnico-tattico. Solo due settimane fa, Giampaolo Pazzini in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, diceva che quando era arrivato a Milanello la scorsa estate aveva trovato un clima depresso, vedeva scoramento e delusione, per una squadra che era stata smantellata nei suoi uomini migliori: Ibrahimovic, Thiago Silva, Seedorf, Nesta, solo per citarne alcuni. Adesso il messaggio che da la società sembra diametralmente opposto:” attenzione, vogliamo tornare ad investire su giovani di valore perché vogliamo tornare a vincere trofei”. In questo Mario sarà molto importante, e di questo ne potrà beneficiare l’intero ambiente rossonero.

Non sono così fiducioso dal punto di vista tattico. Balotelli potrebbe giocare nell’attuale 4-3-3 di Allegri come punta centrale ( togliendo così il posto a Pazzini) ma sicuramente, essendo lui un attaccante più mobile dell’ex doriano, i suoi movimenti potrebbero togliere spazi ad El Shaarawy e Niang. Oppure il Milan potrebbe tornare ad adottare il 4-3-1-2, con il nuovo acquisto e il Faraone di punta, ma in questo caso mancherebbe un trequartista di ruolo. Infine nel 4-2-3-1 adottato dal tecnico livornese nella prima parte di stagione. Balotelli alle sue spalle potrebbe avere giocatori di assoluto valore come Bojan, Niang, El Shaarawy o Robinho, ma la squadra rischierebbe anche di essere fortemente sbilanciata, non avendo poi al momento due mediani forti in fase di interdizione.

Difficile comunque fare previsioni su Balotelli. Dopo l’Europeo della scorsa estate sembrava che il giocatore avesse raggiunto già la maturazione e fosse pronto per i più grandi palcoscenici. Finora invece, è stata la sua peggior stagione e solo a maggio potremo fare un primo consuntivo sul Balotelli rossonero.