Dalle Scarpette Rosse, allo sprofondo rosso.......


L’Olimpia Milano crolla in casa anche contro Montegranaro (71-85) e più che di crisi ormai profonda, dovremmo parlare, come oggi fa Luca Chiabotti sulla Gazzetta dello Sport, di “caso clinico”.

La sconfitta contro Montegranaro, arriva una settimana dopo l’altra clamorosa sconfitta casalinga, quella subito al palazzetto di Desio contro la Vanoli Cremona. Non solo, per l’Armani Jeans si tratta della 7° sconfitta casalinga in campionato perché prima di queste due clamorose debacle, c’erano state anche le sconfitte a domicilio contro Cantù, Varese, Sassari, Venezia e Reggio Emilia.

Partita male in campionato ed eliminata nella prima fase dell’Eurolega, l’Olimpia sembrava essersi ripresa all’inizio del 2013, quando erano arrivate le vittorie contro Roma e Siena. Ora però questa nuova crisi, e difficilmente Scariolo riuscirà ad uscirne.

Sì, perché l’imputato numero uno è proprio lui, Sergio Scariolo, allenatore di una squadra che pare non seguirlo più, una squadra che ha abbandonato anche lo spirito combattivo e la voglia di lottare fino alla fine.

Nella conferenza stampa post-partita, l’allenatore dell’EA7 è apparso abbastanza turbato e ha dichiarato che mai in carriera gli era capitato di dirigere una squadra che si allena in maniera tanto differente da come poi si esprime in partita, ma la squadra sembra ormai svuotata e la situazione, rispetto a domenica scorsa contro Cremona, pare addirittura peggiorata.

Ieri al Forum di Assago, Scariolo è stato duramente contestato dai tifosi, che hanno chiesto a gran voce le sue dimissioni, ma è stato attaccato anche il presidente Proli, accusato di essere la vera causa di questa situazione che sta portando al disastro sportivo per l’Olimpia.

A sei partite dalla conclusione della Regular Season, la situazione non è ancora compromessa, anzi. Milano, salvo crolli ancor più clamorosi, disputerà i playoff, ma con quali prospettive?

Ieri Proli ha detto che se Scariolo dovesse presentargli le dimissioni, valuterebbe la situazione, ma si è detto anche sicuro che l’allenatore non lo farà, perché non fa parte del suo carattere. Forse ora cambiare non servirebbe a niente, ma andare avanti in questo modo non è possibile, il pubblico di Milano, e il proprietario Armani che ieri ha assistito in silenzio alla disfatta, quantomeno meritano rispetto.