Alan Pardew ha rischiato di motivare ancor di più il Benfica


Non è certo la prima volta che un cittadino britannico offende all’estero un indigeno, ma quello che è capitato la settimana scorsa ad Alan Pardew- allenatore del Newcastle- è un pò paradossale.

Pardew, durante la conferenza stampa che precedeva l’incontro di Europa League con il Benfica, ha descritto la squadra portoghese “come un team che si andrebbe a classificare fra l’8° e il 10° posto della Premier League”. A dir la verità, l’allenatore dei Magpies l’ha detto in buona volontà, volendo fare un complimento agli avversari, e non pensava di scatenare il vespaio che è poi stato fatto sulla stampa portoghese. Jorge Jesus, allenatore del Benfica, nella sua di conferenza stampa ha replicato:” La scorsa stagione abbiamo eliminato il Manchester United dalla Champions League, e non mi risulta che gli uomini di Ferguson siano una squadra da 10° posto”.

Non ci sono dubbi che le parole di Pardew non siano state riportate in maniera completamente corretta a Jesus, ma l’allenatore portoghese si è sentito ferito nell’orgoglio, anche perché sta facendo un lavoro veramente importante con il Benfica.

In questa stagione- come spesso succede- Benfica e Porto si stanno giocando la Liga portoghese punto a punto e solo nelle ultime settimane due pareggi dei biancoblù hanno permesso al Benfica di accumulare un vantaggio di quattro punti in classifica. Entrambe le squadre sono imbattute in questo campionato portoghese, e per tutte e due bisogna risalire alla primavera 2012, per andare a trovare l’ultima volta che sono cadute contro una squadra del campionato portoghese.

Le parole di Pardew però, non hanno ferito solo per il lavoro che sta facendo quest’anno Jesus, ma per la storia stessa del Benfica, che è il club più tifato del Portogallo, con circa il 70% di tifosi, sparsi per tutta la nazione. La popolarità del club, è aumentata esponenzialmente negli anni Sessanta, e cioè nel periodo delle vittorie e delle finali europee, con in squadra campioni del calibro di Eusebio e Mario Coluna.

Il Benfica è un club abituato a vincere e a Jesus, fin dal suo arrivo nel 2009, è stato chiesto di farlo anche mantenendo la tradizione “benfiquista”, cioè vincere giocando bene.

Non è stato certo facile per Jesus, soprattutto dopo le partenze verso lidi più remunerativi di giocatori come Javi Garcia e Witsel, ma Jesus ci sta riuscendo. Un acquisto particolarmente azzeccato, è stato quello dell’ex giocatore del Chelsea Nemanja Matic, che in breve tempo è diventato uno degli eroi dell’Estadio da Luz ( ancor più dopo che domenica ha segnato uno splendido gol da fuori area contro l’Olhanense).

Nella partita di ritorno al St James’s Park, il Benfica non parcheggerà l’autobus davanti alla porta per difendere il 3-1 dell’andata, perché questo non farebbe parte ne delle sue caratteristiche ne della sua storia. Certo che se serviva un pizzico di motivazioni in più per questo ritorno dei quarti di Europa League, Pardew è stato bravissimo a fornirle.