Allegri e Milan. Terzo posto per poi dirsi addio?


I rapporti fra Allegri e il patron Berlusconi sono ai minimi termini. Fino a qualche settimana fa, si diceva che l’allenatore livornese avrebbe salvato la panchina con la conquista del terzo posto, ma ad oggi non è più scontato nemmeno questo e le ombre di Donadoni, Inzaghi e Seedorf, aleggiano come avvoltoi sulla testa di Allegri.

Per il Presidente del Milan è arrivato il momento di cambiare, vuole aria fresca, qualcuno che sappia rivitalizzare l’ambiente con progetti ed obiettivi ambiziosi, qualcuno che sia anche mediaticamente “più forte” di Massimiliano Allegri.

L’ex allenatore del Cagliari però, era stato presentato come uno con il “phisique du role” (bello come un attore) e ancor oggi ha parecchi estimatori, sia all’interno della società- Galliani in primis- che fra la tifoseria- la curva domenica sera nella partita con il Catania gli ha dedicato uno striscione.

Nulla verrà deciso però, fino alla fine del campionato, perché ora tutta la squadra è concentrata sull’obiettivo terzo posto, che vale i preliminari di Champions e in prospettiva tanti soldi per le casse rossonere.

I giocatori sembrano tutti dalla sua parte, da Pazzini “speriamo che il Mister resti a lungo con noi”, ad El Shaarawy “ per me è stato come un secondo padre, mi ha insegnato un sacco di cose” a chi anche gioca meno, come Amelia “ tutte queste voci sul suo conto non fanno altro che destabilizzarci” e il Milan in questo momento ha proprio bisogno di tranquillità.

Il calendario non è impossibile- Torino e Roma in casa, Pescara e Siena fuori- ma come si è visto domenica sera, le insidie sono dietro l’angolo. Allegri avrà bisogno di tutto e di  tutti in queste ultime partite. Innanzitutto di una difesa che deve ritrovare solidità, poi di un centrocampo che deve dare sempre più maggior apporto anche in fase offensiva (e per ora lo sta facendo con i gol di Montolivo e Flamini), oltre che dell’aiuto di chi finora ha giocato meno, come Nocerino, Robinho, Bonera e Muntari, e qui finora l’allenatore non ha avuto le risposte che voleva. Ma soprattutto avrà bisogno in avanti di un Balotelli che deve mantenere la sua vena realizzativa e una certa tranquillità (troppo nervoso nella partita con il Catania) e dovrà ritrovare anche i gol di El Shaarawy, ottimo per dedizione e apporto alla fase difensiva, ma ormai sembra aver smarrito la via del gol. L’amico e compagno Mario, con il quale pare sia nata una bella amicizia, qualcosa sul campo inevitabilmente gli toglie.

Tutto questo servirà ad Allegri, per una missione che non è certo impossibile ma molto difficile, visto che la Fiorentina che è dietro solo un punto, non ha assolutamente intenzione di mollare e ha un calendario del tutto simile a quello dei rossoneri. Alla fine del campionato poi, si tireranno le somme e si valuterà il lavoro di Allegri. Sempre che, a quel punto, non sia l’allenatore livornese a decidere di prendere l’Autostrada del Sole in direzione sud, con destinazione Roma o Napoli.