Allegri resta al Milan: almeno fino al prossimo errore...


Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. “Molto rumore, per nulla”. Scegliete voi se utilizzare la citazione di Tomasi di Lampedusa o quella shakespeariana, ma il concetto è esattamente lo stesso: dopo due settimane di licenziamenti virtuali, cene organizzate e disdette, appuntamenti segreti in ristoranti del centro di Milano (quindi quanto segreti?), Massimiliano Allegri sarà l’allenatore del Milan anche nella stagione 2013/14.

E’ stata decisiva la cena di ieri sera a Villa San Martino di Arcore che, al di la di chi ci ha fatto sapere anche cos’hanno mangiato i commensali, ha fissato la pace- o la tregua- fra l’allenatore rossonero e il patron Silvio Berlusconi.

Nella trattativa- se vogliamo chiamarla così ma le parti avevano già in essere un contratto fino al 2014 e ieri sera non è stato formalizzato nessun prolungamento o adeguamento contrattuale- è stata decisiva la mediazione di Galliani, non particolarmente entusiasta per l’arrivo di Clarence Seedorf con cui i rapporti pare non siano rimasti idilliaci, che con la conferma di Allegri, consolida ancor di più la sua posizione e la sua influenza all’interno della società.

Contenti anche i tifosi e i giocatori, che non hanno mai mancato di dimostrare solidarietà nei confronti dell’allenatore, un po’ meno i giornalisti, che sicuramente avrebbero avuto più da scrivere e da fantasticare con l’arrivo di un nuovo allenatore e magari con l’introduzione di un modulo di gioco e una mentalità, completamente diverse (aggiungiamoci magari anche qualche confererenza stampa scintillante).

Sulla decisione, oltre all’ottimo lavoro di Galliani, ha pesato anche il rischio di dover pagare il nuovo allenatore parecchi milioni di euro e ciò non avrebbe fatto particolarmente piacere a chi tiene i conti in casa Milan.

Quindi Allegri rimane, ma per quanto? Chi ci assicura che se decidesse di schierare Niang al posto di El Shaarawy all’Audi Cup non incorra ancora nelle ire presidenziali? E se una volta in vantaggio decidesse di togliere una punta per un difensore o un centrocampista difensivo? E se non passa il preliminare di Champions League? (non così scontato visto che le avversarie potrebbero essere anche Real Sociedad, PSV Eindhoven o Fenerbahçe?) E se dovesse perdere malamente il prossimo derby?

Le parti sostengono di aver trovato un accordo su quali siano i diritti e doveri della Società verso l’allenatore e dell’allenatore verso la Società. Dicono di aver parlato del gioco della squadra e di aver tracciato le linee guida del prossimo mercato. Sicuri però che un El Shaarawy in panchina alla prima di campionato non possa fare saltare ancora il banco?