Cosa succede al Napoli?


Doveva essere l’anti-Juve. Doveva essere la squadra in grado di ridare verve al campionato e mettere in difficoltà i bianconeri fino alla fine del campionato. Il Napoli visto ieri a Verona contro il Chievo però, sembra una squadra spenta, smarrita, svuotata proprio anche nelle motivazioni.

Ieri il Chievo- il Bentegodi non è mai stato campo semplice per i campani, che vi hanno perso 3 volte nelle ultime 4 uscite- ha battuto nettamente i napoletani per 2-0, sovrastandoli anche dal punto di vista del gioco. Con la sconfitta maturata nella città scaligera, i “Mazzarri boys”, arrivano a totalizzare 7 punti nelle ultime 6 partite, frutto di una vittoria, quattro pareggi e la sconfitta di ieri. Un po’ poco per una squadra che vuole lottare per lo scudetto, o quantomeno, che ha intenzione di mantenere il secondo posto, che vale Champions diretta. In questo conteggio delle ultime partite tra l’altro, non teniamo volutamente conto dell’umiliazione subita nei sedicesimi di Europa League dal Viktoria Plzen, che ha battuto il Napoli con un complessivo 5-0, considerando le partite di andata e ritorno.

Oggi gli azzurri, più che guardare in alto verso una Juventus che con nove punti di vantaggio (anche se virtualmente sono dieci considerando il vantaggio degli uomini di Conte nello scontro diretto) si sta avviando a vincere lo scudetto, devono guardarsi alle spalle, in particolar modo dal Milan che nel 2013 non ha ancora perso, ottenendo sette vittorie e tre pareggi, per un totale di 24 punti sui 30 potenziali. Non ci sono solo i rossoneri in rimonta però, ma anche la Fiorentina di Montella, che ieri ha ottenuto un’importantissima vittoria per 2-0 in casa della Lazio, e ora si trova a cinque punti dal Napoli. Senza dimenticare infine la stessa squadra di Petkovic e l’Inter, oggi in crisi, ma comunque a sei punti dagli azzurri partenopei e con dieci partite ancora da giocare, tutto è ancora possibile.

Nella conferenza stampa post-Chievo, Mazzarri si è affrettato a ricordare che il Napoli sta compiendo un percorso di crescita ma non si è mai parlato di scudetto. I toni però ci sembravano differenti dopo la vittoria ottenuta a Parma il 27 gennaio (ultimo gol di Cavani in Serie A) o dopo la vittoria interna contro il Catania, che aveva riavvicinato il Napoli alla Juve. Toni che tra l’altro andavano ad allinearsi al valore della squadra, che con campioni in squadra come Cavani, Hamsik, Pandev, Inler, solo per citare i più famosi, non può certo lottare solo per un posto in Europa League.

Con la squadra fuori dalla Coppa Italia e dall’Europa League, a Mazzarri ora non resta che difendere strenuamente il secondo posto in classifica. La squadra sembra in difficoltà anche dal punto di vista fisico (non solo ieri, ma anche il pareggio in casa con la Sampdoria e quello di Udine erano stati molto sofferti) e la sfida al San Paolo di domenica contro l’Atalanta, potrà dirci qualcosa in più sulla salute del Napoli.