Date il benvenuto al prototipo del centrale difensivo del Terzo Millennio....



Per almeno la dodicesima volta in stagione, il Newcastle ha visto lo spettro delle retrocessione davanti ai propri occhi e solo un gol di Papiss Cissè al 93° gli ha permesso di tornare a respirare.

Con tutti questi 1-0 guadagnati dai Magpies però, meglio concentrare l’attenzione sulla difesa. Krul ha fatto almeno due interventi decisivi, mentre Taylor ha giocato una delle sue migliori partite. La palma del migliore però, non può che andare a Mapou Yanga-Mbiwa, che era solo alla sua quinta presenza dall’inizio.

Da quando è arrivato dal Montpellier a gennaio, il 23enne ha giocato sia come difensore che come centrocampista, ma nelle ultime partite è sempre stato schierato come centrale difensivo ed è li che sicuramente da il suo meglio. Da quel momento, Yanga-Mbiwa ha dimostrato la sua abilità e capacità di leggere il gioco, fare interventi decisivi, coprire lunghe distanze in poco tempo, e soprattutto, ha dimostrato di avere una buona tecnica di base che gli permette di fare gioco partendo dalla difesa.

Tutte queste cose stranamente, non sono associate a quelle che erano le caratteristiche di un difensore centrale soltanto qualche anno fa. Infatti, il francese non è particolarmente bravo di testa, non si fa sentire fisicamente con l’attaccante e non è ne particolarmente ruvido ne fisico.

In pratica, Yanga-Mbiwa è l’espressione migliore del difensore centrale moderno.

Nel corso degli ultimi anni, nulla è cambiato così tanto nel calcio, come l’arte di difendere. Ora ai difensori è richiesto anche di sapere giocare la palla, e soprattutto di impostare il gioco. In Premier League non è certo l’unico caso- ci viene subito in mente Vertonghen- ma le caratteristiche sono proprio quelle che ha l’ex Montpellier.

Se diamo un’occhiata anche agli altri reparti, anche li qualcosa di importante è cambiato. Prendiamo i principali cannonieri di Premier ad esempio: Van Persie, Suarez e Bale. I primi due hanno iniziato come centrocampisti offensivi e poi sono diventati dei maestri nel giocare fra le linee del centrocampo e della difesa avversaria, e il gallese è un’ala che di recentemente è stata messa al centro, come vertice alto del centrocampo dove è diventato più efficace in zona gol. E’ diventata un po’ la norma ormai, in un calcio meno fisico e fatto meno di lanci lunghi, un difensore come Yanga-Mbiwa ha spostato l’importanza dalla fisicità alla mobilità.

Infatti un fisico imponente può aiutare un difensore ancora oggi, ma gli uomini che giocano dietro nel calcio di oggi non hanno più riferimenti chiari. Molte squadre giocano con molti centrocampisti d’attacco, qualche “falso nueve”, ma nessun attaccante vero e proprio, almeno nessun attaccante “vecchia maniera”. Nelle poche presenza fatte finora in campo, Yanga-Mbiwa è apparso perfetto per destreggiarsi nel calcio moderno.

Oggi il calcio è diventato molto più veloce, e intercettare e interrompere il gioco avversario è diventato fondamentale. Come anche costringere l’avversario a fare il passaggio difficile. Yanga-Mbiwa non ha avuto numeri eccezionali nella partita di domenica scorsa con il Fulham, ma gli attaccanti dei Cottagers sono stati spesso costretti a passaggi avventati, senza avere il tempo di ragionare, costretti praticamente dall’avversario a sbagliare.

Infine, non può non essere considerata l’importanza per un difensore moderno di saper giocare la palla. Il Newcastle non è il Barcellona (e nemmeno lo Swansea che ha un gioco fatto molto più di passaggi corti rispetto ai Magpies) ma Fabricio Coloccini in questi ultimi due anni è diventato uno dei difensori più tecnici della Premier League. Yanga-Mbiwa quindi, non può essere considerato un difensore eccellente se consideriamo i numeri. La capacità e il modo di difendere si sono evoluti però. Il francese è solo all’inizio della carriera, ma rappresenta in pieno, quella che potremmo definire “l’evoluzione della specie”.