De Rossi-Chelsea: ora o mai più


 

L’ultima immagine di De Rossi che abbiamo per questa stagione romanista, è quella di lui in mezzo al campo, in ginocchio, deluso e arrabbiato, forse rassegnato, nel vedere la “sua Roma” fallire l’ennesimo obiettivo, e perdere la Coppa Italia proprio nel derby con i rivali cittadini.

Ora, la nazionale e la Confederations Cup, serviranno a De Rossi in termini morali, ma il rapporto con la Roma sembra arrivato alla fine, e forse questo sarà un bene per entrambi.

Il Chelsea ha dimostrato ancora interesse per il 29enne centrocampista azzurro, e stavolta il club di Abramovich vuole andare fino in fondo e convincere Daniele a trasferirsi a Londra. Le parti erano state vicine anche nella scorsa stagione ma poi, sia la Roma, sia i giocatore, avevano fatto un passo indietro.

Ora non è più il momento dei passi indietro. La Roma deve ripartire da zero- per l’ennesima volta- e lo farà con un nuovo allenatore e un nuovo progetto. In questo “new deal” De Rossi non sembra più essere la trave- insieme a Totti- sulla quale erigere l’intero palazzo e a questo punto Daniele deve prendere una delle decisioni più importanti della sua carriera.

A 29 anni, per De Rossi è arrivato forse il momento giusto per cambiare aria, cambiare ambiente e non rischiare che fra qualche anno, anche lui risponda a France Football come ha fatto il suo capitano Totti la scorsa settimana:” se fossi andato al Real Madrid, avrei vinto due Champions League e un paio di Palloni d’Oro”. Per De Rossi il treno passa ora, e ha destinazione Londra, dove potrebbe trovare Jose Mourinho, un allenatore in grado di rigenerare campioni delusi o che hanno perso fiducia in se stessi.

 

In passato i giocatori italiani sono sempre stati restii ad abbandonare il Belpaese, sia perché il calcio italiano pagava lauti stipendi e dava garanzia di successi (almeno fino all’inizio di questo secolo), sia perché i calciatori una volta emigrati, avevano paura di scomparire dal radar di selezionatori della nazionale ,media, tifosi ed opinione pubblica in generale. Ora, entrambi questi fattori vengono a mancare. Premier League, Liga, Bundesliga ed anche la Ligue 1, sono campionati più ricchi della Serie A e molti dei loro club monopolizzano le coppe europee. Il giocatore italiano che emigra a Londra o a Parigi ora, non sparisce assolutamente dai radar italiani, perché ormai la maggior parte dei campionati europei di primo livello, hanno la stessa copertura televisiva e la stessa attenzione di media e tifosi (nonchè addetti ai lavori), del nostro campionato.

De Rossi poi a Londra, avrebbe la possibilità di crescere, sia da un punto di vista personale che calcistico. Ha l’età e la maturazione giusta per fare un’esperienza all’estero, e le sue caratteristiche, si sposano benissimo con il Chelsea che vuole disegnare Mourinho. In un ipotetico 4-2-3-1, il nazionale italiano, sarebbe perfetto nei due davanti alla difesa, come anche in un 4-3-3, come centrale o laterale di centrocampo.

A casa De Rossi, a breve passerà ancora quel treno per Londra. Perderlo la prima volta è stata una mancata opportunità, non salire anche la seconda, vorrebbe dire non voler svoltare con la propria carriera.