E se facessimo come in Argentina?


Siamo alla metà di marzo- anche se guardando fuori dalla finestra non si direbbe- e guardando alle classifiche dei principali campionati europei, vediamo che la maggior parte delle squadre che sono in testa oggi, potrebbero già tirare fuori lo champagne dal frigo, e qualcuna iniziare magari a stappare- ma non lo faranno mai per scaramanzia.

In Italia, la Juventus arriva alla pausa per le nazionali, con 9 punti di vantaggio sul Napoli e 11 sul Milan. Certo, lo scudetto non è vinto ma, con il vantaggio nelle scontro diretto con il Napoli e il big match con il Milan che si disputerà alla Juventus Stadium, il vantaggio accumulato finora è assolutamente ragguardevole. Gli ottimisti dicono che la Juve deve anche giocare in Champions, ed in effetti questa è l’unica speranza alla quale cercano di aggrapparsi le inseguitrici. Chi insegue tra l’altro, sembra più preoccupato a garantirsi il secondo o terzo posto che vale la Champions, tanto più che Milan e Napoli vedono nello scontro diretto del 14 aprile lo snodo della loro stagione.

In altre parti d’Europa, la situazione è ancora peggiore (parliamo sempre da un punto di vista della competitività). In Germania al Bayern mancano due vittorie per garantirsi il titolo, visto che ha 20 punti di vantaggio sul Borussia Dortmund secondo, a otto giornate dalla fine del campionato. Le cose non vanno meglio neanche in Inghilterra: con la sconfitta subita in casa dell’Everton, il Manchester City di Mancini è sprofondato a 15 punti di distanza dal Manchester United, quando anche qui mancano otto giornate alla fine.

Non cambia nulla neanche spostandoci in Spagna, dove il Barcellona aveva vinto il campionato già a Natale. Ad oggi i Blaugrana viaggiano con 74 punti in classifica dopo 28 giornate, con un +13 nei confronti dei rivali di sempre del Real Madrid (ma il vantaggio sulle Merengues era arrivato anche a +17) che da due settimane hanno scavalcato al secondo posto i cugini dell’Atletico.

Dei cinque grandi campionati d’Europa, l’unico che rimane incerto è quello francese, più per demerito del Paris Saint Germain però, che non per merito degli avversari. Gli uomini di Ancelotti hanno cinque punti di vantaggio sul Lione e sette sul Marsiglia, ma nel posticipo di domenica sera si sono fatti rimontare due gol in casa del Saint Etienne. Sugli altri campi, i marsigliesi venivano fermati in casa dall’Ajaccio, mentre il Lione veniva letteralmente travolto in Corsica dal Bastia. Quindi campionato ancora aperto, ma molto dipenderà da Ibra & co.

Con queste situazioni di classifica già così delineate a marzo e con l’impossibilità di introdurre i playoff nel calcio (il calendario è già troppo affollato), la prima idea che ci viene in mente è quella di adottare un sistema “all’argentina”, (o all’uruguayana, o potremmo citare altri tornei sudamericani) con un Campeonato Inicial e uno Final (si chiamavano Apertura e Clausura fino all’anno scorso), e poi magari una finale da giocarsi fra le vincenti dei due campionati (cosa che veniva fatta in Argentina all’inizio ma poi l’idea è stata abbandonata e si è deciso di assegnare due titoli nell’anno solare).

In alcuni campionati le cose non cambierebbero- Bayern e Barcellona stanno imponendo un dominio assoluto- ma in altri si, e potrebbero rendere i tornei nazionali un po’ più interessanti e , verso la fine della stagione, anche un po’ più “veri”.