Fred è felice di giocare in Brasile e non pensa più all'Europa


La Confederations Cup appena conclusa, ha contribuito ad annullare uno degli stereotipi del calcio negli ultimi tempi: che faccia divertire o no, che abbia qualità o meno, il Brasile non può mai essere sottovalutato.

Un altro dei punti cardinali su cui si basa il calcio, è stato confermato nelle due settimane in Brasile: non c’è niente di meglio di una competizione internazionale per aumentare il valore di un giocatore.

Dopo il ritorno di Scolari sulla panchina brasiliana, uno dei maggiori problemi del nuovo allenatore della Seleçao, era quello di trovare l’attaccante giusto per la squadra, e la risposta data da Fred in Confederations è stata più che positiva.

Fred sarà sicuramente l’attaccante che guiderà l’attacco del Brasile al Mondiale del prossimo anno. Il giocatore del Fluminense ha segnato sei gol nelle ultime sette partite in maglia Verdeoro, ed è il finalizzatore più adatto a completare una lista di attaccanti che comprende anche Neymar, Lucas Moura e Hulk. Fred è bravo di testa e, nella finale con la Spagna, ha dimostrato di essere quel tipo di attaccante che è sempre nel posto giusto al momento giusto.

Molti critici di Fred lo ritengono un attaccante non adatto all’Europa, perché l’esperienza fatta a Lione non è andata molto bene, ma la sua storia è più complessa di quanto possa apparire a prima vista.

Arrivato a Lione all’età di 21 anni e pagato 15 milioni di euro, Fred impressionò al suo debutto nell’ottobre del 2005 segnando una doppietta al Monaco. Nessuno ci fece però molto caso, perché l’anno prima, un connazionale di Fred, Nilmar, aveva debuttato segnando e giocando una partita eccellente a Rennes, ma da quel momento in poi, non era più riuscito a segnare un solo altro gol in Ligue 1.

Fred però, al contrario di Nilmar, aveva continuato a segnare- un gol ogni due partite - conquistando tre campionati con il Lione e ottenendo anche la chiamata nella nazionale brasiliana. Ciò che non è funzionato, è stato al di fuori del campo di gioco, dove l’attaccante è riuscito a maturare davvero poco. Innanzitutto ha reagito male quando un giovane Benzema l’ha costretto ai margini della squadra e, alcuni a Lione, ricordano ancora quando tornò da una pausa invernale con un bel ghigno sul volto e un cappello da cowboy in testa.

Così, dopo aver speso così tanto per portarlo in Francia, il Lione lo lasciò partire gratis nel 2009, cercando di minimizzare il più possibile quello che agli occhi di tutti sembrava essere un fallimento.

Il suo ritorno al Fluminense era sembrato una fase di passaggio, necessaria al giocatore per riprendersi completamente- sia fisicamente che psicologicamente- prima di ritentare un’altra avventura in Europa. Il ritorno nel Vecchio Continente però, non c’è mai stato, e in Brasile Fred è rinato e da li è ricominciata la sua scalata verso la Seleçao. L’attaccante ha iniziato a segnare a ripetizione per la Fluminense, vincendo anche due campionati e riguadagnandosi la chiamata in nazionale. Mano Menezes, l’allenatore licenziato per far posto a Scolari, dopo averlo richiamato con il Brasile dichiarò alla stampa:”mia figlia è già sposata, quindi non sto cercando bravi ragazzi”.

Fred non sarà un bravo ragazzo fuori dal campo, è contento della vita che sta facendo a Rio, e non è cambiato per nulla da quando era al Lione. In  Brasile però, sono contenti così, e sono interessati più che altro alla maturazione che il giocatore ha avuto sul terreno di gioco.