Gigio Donnarumma: chiamatelo "l'anti-Balotelli"


In comune hanno il talento, il gran fisico, il fatto di aver debuttato giovanissimi a San Siro e pure lo stesso procuratore. Ma il diciottenne Donnarumma (per gli amici Gigione), il gigante buono rossonero, quello che in ogni modo venerdì sera ha cercato di sbarrare la strada a Higuain e soci prima di arrendersi al minuto 97 dopo un contestatissimo rigore, è il vero anti-Balotelli. 

Proviamo a mettere i due nomi uno di fronte all’altro e a scrivere due date: 10 marzo 2017 accanto al portiere del Milan, 20 aprile 2010 vicino all’ex attaccante dell’Inter. E poi incolliamo due foto: quella di venerdì, con Gigione che nauseato (come solo i giovani sanno esserlo) dal finale di Juve-Milan bacia la maglia e lo stemma rossonero rivolgendosi ai suoi tifosi. E poi quella di Mario, sette anni fa, quando al termine dello storico successo nella semifinale di Champions contro il Barcellona, reagì con stizza ai fischi del popolo nerazzurro , gettò la maglia dell’Inter per terra e andò  via senza festeggiare con i compagni. 

Sono gli opposti che non si attraggono. Il cuore e la passione da una parte, il disprezzo e la maleducazione dall’altra. Balotelli pagò carissimo quel gesto: l’Inter lo cacciò e da allora, pur girando tutto il continente, l’attaccante non si è mai del tutto ripreso, raccoglienddo più fischi che applausi, collezionando più rimproveri che gol. Certo, il suo conto in banca sorride grazie a quel volpone di Mino Raiola, ma i soldi, si sa, non sono tutto nella vita, soprattutto quando si ha una carriera davanti. Concetto che deve aver capito bene Gigione Donnarumma: proprio mentre Raiola lo spinge verso la Juve già nella prossima estate (60 milioni), non prima di aver cercato di strappare un faraonico quinquiennale al Milan (4,5 milioni a stagione) lui fa intendere  di aver idee diverse dal suo procuratore. Anzi, pare aver già scelto. I suoi colori sono il rosso e il nero, e venerdì ne ha dato la conferma con un gesto da campione e uomo vero e con parole al veleno (rivolte ai rivali) che non hanno bisogno di essere decriptate: «Non è possibile, sempre a loro».

Tocca adesso al club rossonero, all’attuale proprietà o a quella che verrà, non farselo sfuggire. La sensazione è che se il Milan avrà un grande progetto per il futuro, il primo che vorrà restare sarà proprio Donnarumma. Al contrario, se ci fosse ancora incertezza su  vertici del club e relative ambizioni, il giocatore magari a malincuore potrebbe andar via, ma non alla Juve. All’estero gli estimatori non mancano, in Inghilterra o in Spagna farebbe comunque un figurone. Ma alla Juve mai. Non perché lo diciamo noi, ma perché in questo momento, a maggior ragione dopo quanto accaduto venerdì allo Stadium, lo pensa lui. Vogliamo provare ad azzardare quel che succederà? Donnarumma presto firmerà il nuovo contratto col Milan, e almeno per il prossimo triennio resterà rossonero. Poi, a 21 anni, deciderà il da farsi. Se provare ad essere l’erede di Maldini o se provare a conquistare l’Europa passando dalla Premier o dalla Ligue. La Juve e Raiola sono avvisati. Il bacio sullo stemma rossonero vale molto più di una parata e di mille parole. E  da ieri, il tifoso rossonero ha una certezza in più: Donnarumma-Juve è un matrimonio che non s’ha da fare.