Giocare nel nuovo stadio? Un disastro. Ne sanno qualcosa i tifosi del Coventry...


Giocare in un nuovo stadio è sempre una buona cosa? Non sempre, o almeno non ditelo ai tifosi del Coventry che, dopo le tante traversie vissute negli ultimi anni, da quest’anno devono giocare le loro partite interne a più di 50 km da casa.

Ma andiamo con ordine. Il Coventry City- che nel 1987 vinse una finale di FA Cup contro il Tottenham ma non ebbe poi la possibilità di partecipare alla Coppa delle Coppe dell’anno successivo per il bando della squadre inglesi dopo l’Heysel- nel 2005 decise di lasciare dopo 106 anni lo storico impianto di Highfield Road per trasferirsi nella nuovissima Ricoh Arena, capace di 32.000 posti. Da quel momento, per il Coventry sono iniziati i problemi. La squadra, dopo parecchi anni passati in Premier League, è retrocessa prima nella Championship e, dopo la stagione 2011/12, addirittura in League One (la terza serie inglese, prima volta in 48 anni). Nella passata stagione il club è andato in amministrazione controllata, così che ha dovuto iniziare questa stagione con 10 punti di penalizzazione.

Problemi finiti? A dir la verità, forse appena iniziati. Da agosto 2013, in seguito a un contenzioso fra il fondo SISU- che in pratica è proprietario del club- e l’Arena Coventry Limited, che gestisce la Ricoh Arena, gli Sky Blues sono costretti ad iniziare il campionato al Sixfields Stadium, a Northampton, a più di 50 km di distanza da Coventry.

I tifosi non lo accettano e rifiutano di seguire la squadra a Northampton. Prima dell’inizio della stagione, soltanto 400 tifosi sottoscriveranno l’abbonamento e la media spettatori per le partite in casa (?) è di sole 2.000 persone. I tifosi del Coventry, guidati dai due gruppi formatosi dopo questa diatriba, il “Not One Penny More” (non un centesimo in più nelle casse della società) e il “Keep Cov in Cov” (teniamo la squadra nella nostra città) per le partite casalinghe solitamente seguono la squadra a Northampton, ma invece di entrare si posizionano sulla collinetta che si affaccia sul Sixfields Stadium, e seguono la partita da lì, inveendo per tutti i 90 minuti, contro i “krumiri” che hanno deciso di pagare il biglietto ed entrare allo stadio. Si arriva al paradosso che il Coventry riesce ad avere più tifosi nelle partite in trasferta che non nelle partite in casa, visto che a Northampton sono spesso in maggioranza i supporter della squadra in trasferta.

In tutto questo caos, sul campo la squadra non si muove dal centroclassifica e stasera per un recupero di campionato, sempre a Northampton affronterà il Carlisle United, che si trova solo quattro punti sotto in classifica.

Al momento alla nuovissima Ricoh Arena non sta giocando nessuno (in pratica l'affitto è troppo alto e i proprietari della squadra non se lo possono permettere) e questa diatriba fra tifosi, società e municipalità di Coventry (il Comune detiene delle quote dell’Arena Coventry Limited) ha di fronte ancora molti capitoli da scrivere.

Una situazione paradossale, ma meglio non dire ai tifosi del Coventry cosa devono fare i tifosi del Sassuolo, che negli ultimi anni si sono dovuti gestire trasferte a Modena e Reggio Emilia (certo meno complicate dei colleghi inglesi). Del Cagliari meglio non fare cenno, forse neanche a Coventry ci crederebbero.

Coventry City 1.75, pareggio 3.60, Carlisle United 4.50