I Re spagnoli lasciano il trono, ma lo fanno a testa alta


E' stata presentata come la morte del tiki-taka, ma non lo è. Alcuni dicono che la Spagna ha toccato il fondo, ma io non penso questo. Altri ancora dicono che ormai sono troppo vecchi. Sbagliato anche questo.

Come ha fatto una squadra che sembrava invincibile perdere consecutivamente con Olanda e Cile? Come mai il talento che abbiamo visto esprimere dalla Roja in questi anni non è stato sufficiente per avere la meglio su queste due nazionali?

Non c'è una sola ragione. Raramente se ne trova solo una. Come evidenziato da molti, anch'io ne trovo una in particolare: la pancia piena.

E' una cosa vecchia e a volte appare banale, ma "l'appetito" mostrato in queste due partite dalla Ppagna è apparso insufficiente rispetto a quello delle altre due avversarie finora affrontate. I sistemi di gioco, la tattica, gli stili e le filosofie. Tutto questo conta parecchio nel calcio, come anche il talento, ma l'impressione che ci ha dato la Spagna in questo Mondiale è quello di non essere disposta a fare quel passo in più. In Brasile, gli spagnoli non sono sembrati preoccupati dalla possibilità di fare brutta figura.

Ho probabilmente giocato un migliaio di partite in questi anni e ho sempre cercato di fare del mio meglio per vincere. Nelle partite a calcetto del giovedì sera lo sto facendo ancora. Ma c'è una differenza netta nel voler vincere ed essere disposti a tutto per vincere, ed ogni calciatore che ha giocato a livello professionistico, conosce bene questa differenza. 

Con due Europei e un Mondiale in bacheca, non mi sorprende che gli spagnoli siano arrivati a questo Mondiale non così affamati, non disposti a fare quel passo in più. Il loro pressing, che li ha resi famosi in tutto il mondo, in queste due partite è sembrato solo un'imitazione di quello che è stato. Pressare alto gli avversari per rubare palla, è un lavoro che richiede sacrificio, e anche se solo tre o quattro giocatori non sono disposti a farlo, tutta la squadra ne risente tremendamente. Anche in difesa, l'attenzione deve essere sempre al massimo, soprattutto quando ti trovi di fronte gli attaccanti più forti al mondo. Le menti degli spagnoli non erano altrove, ma non erano pienamente concentrate sulla paura di evitare un fallimento. Il loro gioco fatto di passaggi stretti è stato lento e prevedibile, non perchè il tiki-taka è morto, o perchè Cile e Olanda sapessero esattamente come contrastarlo, ma perchè la palla non girava abbastanza velocemente, e non c'era sufficiente movimento senza palla.

Ora Vicente Del Bosque dovrà guardarsi allo specchio, e chiedersi se ha dato tutto come hanno fatto Louis van Gaal e Jorge Sampaoli, i due allenatori avversari che sembrano aver studiato a fondo l'avversario, costruendo un piano ben preciso e motivando i propri giocatori a fare un fronte comune.

Del Bosque ha fatto un paio di cambi in squadra nella seconda partita del girone, ma nulla è cambiato veramente nella Roja. Se è stato preparato un piano B in caso di difficoltà, noi non lo abbiamo visto.

E' sicuramente la fine di un'era per una delle più grandi (se non la più grande) nazionali di tutti i tempi, ma non è necessariamente la fine della filosofia che c'è stata alle spalle di questa squadra e dei suoi successi. Ciò di cui ha bisogno ora la Spagna è di avere forze fresche, qualcuno che finora non ha ancora bevuto champagne dalle coppe di cristallo, e credo che la Spagna potrà tornare a vincere a breve.

Tutti i grandi campioni prima o poi devono affrontare la sconfitta. Quelli che hanno indossato le divise rosse della Spagna lo hanno fatto, ma a testa alta.