Il Benfica è davvero destinato a non vincere mai più in Europa?


Cosa deve fare esattamente il Benfica per tornare a vincere una coppa europea?

Dopo che la delusione per la finale persa ad Amsterdam con il Chelsea sarà passata, tutta la gente benfiquistas dovrà cercare di trovare una soluzione, cercando però di capire prima come è stato possibile perdere la finale di Europa League.

Come è stato più volte fatto notare, nei commenti post match di ieri, questa è stata la settima finale europea persa consecutivamente dalle Aquile, considerando cinque finali di Coppa dei Campioni, e due di Uefa/Europa League. Il successo in Europa è quindi diventato un ossessione per il Benfica, quasi come per il Real Madrid la conquista della Decima, cioè le dieci Coppe Campioni/Champions League, visto che i Blancos sono ancora fermi alla nona conquistata nel 2002.

Settimana scorsa, prima della partita decisiva per la Super Liga portoghese contro il Porto e prima della finale di Amsterdam, l’allenatore del Benfica, Jorge Jesus, sapeva di essere sulla punta di un dirupo: da una parte c’era il paradiso e dall’altra l’inferno.

Il sito portoghese Mais Futebol, sempre settimana scorsa, ha scritto che Jesus era nel mezzo fra Villas Boas e Peseiro. Cioè poteva eguagliare il triplete fatto dall’attuale allenatore del Tottenham quando era al Porto nel 2011, oppure fare come l’allenatore dei grandi rivali del Benfica, lo Sporting Lisobona, che nel 2005, in una sola settimana, persero il campionato e la finale di Coppa Uefa giocata in casa contro il CSKA Mosca.

Inutile dire come è andata e oggi Jesus, dopo la doppia delusione nello spazio di cinque giorni, sta pensando anche a un futuro lontano da Lisbona:” questa finale mi darà molto da pensare”. Il presidente delle Aquile, Luis Felipe Vieira, ha cercato di riportare subito la calma in società, dicendo che l’allenatore sta solo pensando se estendere il suo contratto per i prossimi due o quattro anni.

Probabilmente però, l’allenatore sta guardando verso qualche club che non sia sotto il controllo di forze occulte. Prima della finale infatti, ci sono state molte discussioni riguardanti la “maledizione di Bela Guttmann”, facendo riferimento all’anatema lanciato dall’allenatore vincitore con le Aquile delle Coppe dei campioni del 1961 e 1962 che però, dopo aver battuto il Real Madrid nella seconda finale consecutiva se ne andò polemicamente ammonendo:” non vincerete più una Coppa dei Campioni per i prossimi 100 anni”.

In un tweet scritto dal giornalista croato Aleksandar Holiga, pare che due tifosi del Benfica, prima di fare ritorno a Lisbona, abbiano fatto una piccola deviazione a Vienna, per andare a visitare la tomba di Bela Guttmann, nel tentativo di riappacificarsi con la sua anima e fare in modo che la maledizione possa sparire. La stessa cosa tra l’altro, era stata fatta addirittura la grande Eusebio nel 1990, prima della finale di Coppa Campioni con il Milan che si disputava proprio al Prater, ma le cose non andarono per il verso sperato, visto che furono i rossoneri a portarsi a casa la coppa.

Certo, per il Benfica la stagione non è ancora finita, con una finale di Coppa del Portogallo da giocare contro il Vitoria Guimaraes e in attesa che domenica il Pacos Ferreira faccia un regalo inaspettato battendo il Porto ma, con la prossima finale di Champions League che verrà disputata all’Estadio da Luz, siamo sicuri che della “maledizione di Guttmann” se ne parlerà ancora...