Il Presidente perfetto per la "Federazione delle banane"


 Dovremmo stupirci ancora? No crediamo di no, ormai è inutile farlo. 

Dopo l'eliminazione dell'Italia ai Mondiali e in seguito alla morte di Ciro Esposito dopo gli incidenti nella finale di Coppa Italia, abbiamo sentito il solito refrain che sentiamo ormai da più di trent'anni in seguito a una grande sconfitta della nazionale, o a un fatto tragico che colpisce il calcio italiano. Cambiare. Cambiare cosa però? Cambiare tutto ovviamente, perchè sono trent'anni almeno che tutto deve cambiare, ma nessuno ha capito ancora cosa . "Bisogna che tutto cambi perchè nulla cambi". Il Gattopardo non poteva che essere scritto da un italiano.

Dopo il disastro in Brasile, il presidente della Federazione Giancarlo Abete e l'allenatore della squadra azzurra Cesare Prandelli, si sono dimessi, cosa insolita per le nostre latitudini, e subito è partito ancora il coro:"Ora si cambia per davvero". 

Il cambiamento per il momento è rappresentato da Demetrio Albertini, sfavorito nella corsa alla presidenza federale, e Carlo Tavecchio, classe di ferro 1943, e attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti.

Tavecchio ieri, parlando alla LND e presentando la sua candidatura per la FIGC, se ne è uscito con la frase che riportiamo qui sotto, e presa da ilposti.it:

 «Le questioni di accoglienza sono un conto, le questioni del gioco sono un altro. L’Inghilterra individua dei soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare, noi invece diciamo che “Opti Pobà” [nome inventato per un presunto giocatore africano] è venuto qua, che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così»

 Non ci sarebbe molto da aggiungere se non il fatto che Tavecchio ha ragione quando spiega il modo di accesso degli stranieri al campionato inglese, ma il resto della sua frase in qualsiasi altro paese europeo- in primis l'Inghilterra da lui citata- avrebbe "distrutto la sua candidatura alla federazione" (cit. Federico Casotti, editor di Goal.com Italia).

Per ora la sua uscita è stata presa più che altro come una ragazzata di un allegro 70enne, e siamo sicuri che non fosse intenzione di Tavecchio uscire con una frase razzista ma, quando vuoi fare il presidente di una federazione- ma potremmo dire di qualsiasi assocciazioni o società o compagnia o azienda- devi essere in grado di pesare e valutare le parole, perchè poi dovrai rappresentare la tua nazione sullo scenario internazionale. 

Crediamo comunque che l'uscita sulle banane finirà qui, catalogata come gaffe dai giornali come quella di Paolo Berlusconi che diete del "negretto di famiglia" al Balotelli appena arrivato al Milan, un'uscita che trovò pochissimo spazio sui media nazionali, ma che, a livello personale, ci assicurò almeno cinque collegamenti fra Bbc e Sky Inghilterra.

Mentre cerchiamo di copiare il modello tedesco uscito vincitore ai Mondiali- e ci è andata bene come ha detto Roberto Beccantini qualche giorno fa sulla Gazzetta dello Sport che non ha vinto l'Argentina, altrimenti ci saremmo dovuti inventare un "modello argentino" da seguire- vedremo chi sarà il vincitore della sfida federale che si concluderà l'11 agosto. Per ora limitiamoci a sottolineare che agli occhi del mondo abbiamo fatto l'ennesima figura da "Repubblica delle banane".