Per il ritorno al Chelsea, Mourinho avrà bisogno di un "approccio olistico"


Ormai non c’è più nulla che possa impedire il ritorno di Josè Mourinho al Chelsea. Il Real Madrid l’ha praticamente scaricato e gli pagherà anche una buonuscita; il Chelsea cerca un nuovo allenatore e Jose Mourinho vuole tornare in un posto dove è stato amato. A questo punto, la natura farà inevitabilmente il suo corso. Il ritorno dello Special One a Stamford Bridge però, non rappresenterà la fine del processo, perché ora il Chelsea ha bisogno di un ulteriore passo.

Il Blues necessitano di un “approccio olistico”, si proprio quella parola assunta alla ribalta nel comunicato usato dal Manchester City per ufficializzare il distacco da Roberto Mancini. Olismo è la parola giusta.

La vittoria della settimana scorsa in Europa League, ha dimostrato ancora una volta che il Chelsea ha una grandissima forza mentale. Si può dire tutto dei Blues, ma non che non siano una squadra che sa lottare ed esaltarsi nelle difficoltà. Sono stati a lungo dominati dal Benfica, ma non sono mai andati nel panico, non si sono mai scomposti. Hanno preso fiato, e sono tornati a fare la loro partita, usando lo stesso spirito che li ha aiutati a vincere la Champions League nel 2012. Questo è un aspetto introdotto al Chelsea da Mourinho, ma ora se la squadra di Abramovich vuole tornare a dominare in Europa, ha bisogno di qualcosa di più, di un approccio olistico appunto.

Senza il famoso “approccio olistico”, il Chelsea in questi anni, ha sperperato anche parecchi soldi. A Londra Ovest hanno speso un sacco di milioni di sterline per comprare giovani interessanti- anche Under 15- ma, visto che ogni allenatore era perfettamente a conoscenza che un secondo posto sarebbe significato esonero sicuro, nessuno ha mai avuto il coraggio di lanciarli questi giovani. Sono stati lasciti in prestito e alcuni di loro si sono persi. Da quando è arrivato al timone Roman Abramovich 10 anni fa, il Chelsea ha lanciato solo Ryan Bertrand come prodotto del vivaio.

Senza un “approccio olistico”, il Chelsea ha sempre risposto alle situazioni difficili, esonerando l’allenatore, per poi spendere un sacco di soldi per un altro big della panchina che a sua volta pretendeva nuovi giocatori.

Da quando Mourinho se n’è andato, il club ha vinto solo un titolo di Premier League. Oggi, possiamo fare un ragionamento su quanti potrebbero essere stati i successi in caso di un minimo di continuità. Se ora Mourinho tornerà al Chelsea però, avrà bisogno del sostegno di tutto il club. Se Michael Emenalo rimarrà “Director of football”, dovrà sforzarsi a lavorare fianco a fianco con il portoghese, e non solo per farsi bello agli occhi di Abramovich. Bisognerà cercare quindi di mettere da parte gli interessi personali, e cercare di collaborare nell’interesse del club. Se Mourinho riuscirà quindi a creare questo “approccio olistico”, il ritorno al Chelsea potrebbe essere un grande successo, sia per lui che per il club.