Inter: Anno I dopo Mourinho


Ci ha pensato un ex. Proprio quel Mattia Destro che troppo frettolosamente era stato lasciato partire e che ora, in maglia romanista, si è vendicato con gli interessi :” è stata una scelta loro lasciarmi partire, è stata la serata più bella della mia carriera”, nelle parole del 22enne attaccante dell’Under 21 azzurra.

La Roma ha appena battuto l’Inter a San Siro per 3-2, eliminandola dalla Coppa Italia e impedendole così di accedere a una finale, che parzialmente poteva salvare la stagione nerazzurra.

Ora iniziano i processi in casa interista, anche se per la verità sono già iniziati da qualche mese, e l’uomo sulla graticola al momento non può che essere l’allenatore Andrea Stramaccioni.

Nelle settimane precedenti, i vertici nerazzurri- anche se in maniera non diretta- hanno fatto intendere chiaramente che le decisioni arbitrali durante questo campionato non sono piaciute affatto e che sono pesate fortemente contro l’Inter. L’accusa, è contro una classe arbitrale, considerata troppo debole ed influenzabile, che favorirebbe gli avversari a scapito dei nerazzurri.

Nello stesso tempo però, l’Inter ha iniziato anche a guardarsi dentro, a capire quali sono i problemi tecnici, tattici e motivazionali che quest’anno hanno sfaldato la squadra. Quest’anno la rosa è stata falcidiata dagli infortuni e Stramaccioni si è trovato nel momento topico della stagione, a dover fare a meno prima di Milito, poi di Cassano e non ultimo Palacio. Senza dimenticare il lungo stop di Samuel, e gli ultimi acciacchi di Nagatomo e Cambiasso. Nello stesso tempo però la società non ha ripreso Longo dall’Espanyol a gennaio, decidendo comunque di cedere Livaja all’Atalanta e di prendere un non più giovanissimo Tommaso Rocchi.

Stramaccioni si è trovato così a dover spesso avanzare Ranocchia nella posizione di attaccante- quasi sempre nei finali di partita- fino alla decisione di schierare Samuel centravanti nel secondo tempo di Trieste contro il Cagliari.

Detto quindi dei problemi arbitrali e fisici, L’Inter a nostro avviso si trova davanti ad una svolta molto importante. Iniziare cioè la fase del dopo-Mourinho. E’ vero, il tecnico portoghese se n’è andato tre anni fa da conquistatore dopo la trionfale stagione 2009/10 ma da allora- società, tifosi, giocatori- nessuno l’ha completamente dimenticato. Nella sua scia sono caduti Benitez, Leonardo, Gasperini, Ranieri e Stramaccioni. Il giovane tecnico romano, dopo una prima fase di buoni risultati come è stato ribattezzato? “Il giovane Mourinho”. Nei primi momenti di difficoltà di questo campionato chi si è sondato per un possibile ritorno? Ma ovviamente il tecnico portoghese, che non ha escluso un ritorno, non prima però di un’altra esperienza a Londra oppure di una stagione “dorata” a Parigi.

Oggi l’Inter, insieme a Stoke City e Malaga, è la squadra che è andata peggio in Europa dopo l’inizio del nuovo anno e, se a fine 2012 l’Inter era a un solo punto dal Napoli secondo, oggi si trova tredici punti sotto, e occupa un’anonima posizione di classifica (7°). Ciò sta a significare che qualche valore tecnico c’era ( o c’è) in questa squadra, ma mentalmente la squadra è completamente crollata.

I nerazzurri quindi dovranno ripartire, probabilmente con una nuova guida tecnica, ma in primis con la convinzione che anche “mentalmente” bisogna uscire dai cicli vincenti, cosa che, a volte con fatica, hanno fatto la Juventus con Trapattoni e il Milan con Sacchi/Capello, e che soprattutto, è comunque possibile vincere, anche senza Mourinho.