Juve: dopo lo scudetto sarà Ibrahimovic l'attaccante giusto per l'Europa?


Neanche il tempo per celebrare una scudetto, che il calcio di oggi già ti fa pensare alla prossima stagione. Nella conferenza stampa pre-Palermo, Antonio Conte è stato subissato di domande sul suo futuro, su quello della Juventus, su chi possa essere il famoso “top-player” da cui da più di un anno si sta parlando ma non se ne capiscono ancora le caratteristiche essenziali.

Nel mezzo vi è stata la partita fra Juve e Palermo, che ha consegnato ai bianconeri il 29° titolo, dopo una stagione dominata dall’inizio alla fine.

Premesso che per la Serie A 2013/14 si prevede un altro dominio bianconero- a meno che non subentri un po’ di appagamento nei giocatori o qualcuna delle possibili inseguitrice riesca a fare qualche colpo ad effetto sul mercato- quale può essere l’attaccante che potrebbe veramente fare il salto di qualità alla Juve e farla così competere anche in Europa? Sempre che basti solo quello, perché il Bayern e il Borussia Dortmund non sono soltanto Ribery e Lewandowski…

Zlatan Ibrahimovic è il nome più caldo, quello che al momento suscita opinioni contrastanti. Benvoluto pare dai giocatori, osteggiato da alcuni tifosi. Ibra d’altra parte è così, è un giocatore che divide anche se poi in campo probabilmente ti fa vincere. Una cosa è sicura: lo svedese vuole venir via da Parigi. Non si è adattato completamente ne alla vita parigina, ne e soprattutto, al calcio francese. Ibrahimovic gradirebbe tornare in Italia, anche perché la scorsa estate, forse per la prima volta nella sua carriera, ha lasciato un ambiente in cui stava bene, nel quale si era perfettamente integrato. Ricordate la dichiarazione di Galliani di qualche mese fa: “ Ibra lo chiamo, ma non mi risponde più al telefono…”. E’ proprio così, sembrerà strano considerando che stiamo parlando dello svedese giramondo, ma si era integrato bene a Milanello e sarebbe rimasto al Milan molto volentieri.

Le cose poi sono andate diversamente, ma ora lui in Italia tornerebbe volentieri. Facile dirlo, ma chi gli paga l’ingaggio e chi investe nel costo del cartellino? Sul cartellino deciderà il Paris Saint Germain, e qui dipenderà tanto anche da chi sarà il prossimo allenatore dei parigini, ma sull’ingaggio siamo sicuri che Ibra è già pronto ad operare una forte decurtazione del proprio stipendio, con buona pace di Mino Raiola. In fondo perché non spalmare l’ingaggio su più anni (magari cinque) e dopo due anni alla grande in bianconero non optare per una “pensione calcistica” dorata in qualche Paese arabo? Potrebbe essere questo l’obiettivo di Ibrahimovic?

Altri nomi ce ne sono chiaro. A partire da Benzema e Higuain, che potrebbero rientrare in uno scambio che porterebbe Vucinic alla Casa Blanca, ma sulla carta ci sembra più difficile questa che non l’operazione Ibra.

Da un punto di vista tecnico chi servirebbe di più? Lo svedese fa reparto da solo, e anche quest’anno in Ligue 1 ha già fatto 27 gol e fornito 7 assist. Potrebbe essere l’uomo perfetto, quel terminale d’attacco che oggi manca, ma nello stesso tempo anche quel campione che potrebbe rompere certi equilibri all’interno dello spogliatoio bianconero. Higuain e Benzema non sono nomi nuovi sulla lista del mercato juventino, ma chi servirebbe davvero- e probabilmente non arriverà- è un certo Luis Suarez. L’uruguaiano sarebbe l’uomo giusto per la Juve. Innanzitutto arriverebbe con una fame di trofei che non ha soddisfatto in nessun modo a Liverpool, e anche tecnicamente Suarez è bravissimo a giocare da prima punta, oppure a muoversi negli spazi, agendo da seconda punta a supporto, come fa a volte nei Reds con Sturridge. In più, l’Italia forse gli tollererebbe certi eccessi e certe maleducazioni che in Gran Bretagna non sono più tollerate. Nessuno lo dice apertamente, ma Suarez in Inghilterra è ormai “persona non gradita”. Soprattutto per gli episodi di razzismo, da quelle parti su queste cose non si scherza, mai.

Anche nel caso di Suarez però, ci sarebbero problemi legati al costo del giocatore e all’ingaggio e in fondo, rispetto a Ibra, l’uruguaiano non ha mai calcato i campi nostrani, anche se l’attaccante del Liverpool, non è un giocatore che si impressiona facilmente o ha in qualche modo paura ad accettare le sfide.