Kakà può davvero tornare al Milan? Cosa succede ai campioni quando tornano in rossonero?


 In questi giorni di mercato ancora abbastanza tranquilli pare che, a sentire gli esperti, Adriano Galliani stia cercando in ogni parte del globo un acquirente per Stephan El Shaarawy. Dopo i presunti interessi di Manchester City e Monaco, oggi la Gazzetta dello Sport ci dice che potrebbe materializzarsi un clamoroso scambio.

A Madrid è in arrivo Carlo Ancelotti, che preferirebbe il Faraone al talentino del Malaga e dell'Under 21 spagnola Isco e così i rossoneri ne vorrebbero approfittare per riportare finalmente a casa Kakà, che pare sia rimasto il "Riccardino di famiglia".

Al di la dell'affare di cedere un 20enne di prospettiva per un 31enne che ormai pare abbia già dato il meglio di se, quanto servirebbe davvero Kakà al Milan?

Sempre la Gazzetta dello Sport, ha voluto evidenziare come, in tempi recenti, i "cavalli di ritorno" non abbiano avuto molto successo a Milanello. Qui vogliamo analizzare meglio ogni situazione:

 Ruud Gullit

 Tutto il pubblico rossonero si è innamorato da subito del Tulipano Nero, tanto da indossare dei cappellini con le sue famose treccine. Dopo sei anni in rossonero, costellati di infortuni e di successi nazionali ed internazionali, Gullit se ne andò in esilio alla Sampdoria, per poi far ritorno a Milano solo dopo un anno. Nella stagione 1994/95 però, le cose non andarono bene e l'amore fra l'olandese e il pubblico rossonero era ormai svanito. Gullit assommerà solo 8 presenze segnando 3 gol, prima di far ritorno, a metà stagione, alla Sampdoria, che cederà in prestito al Milan Alessandro Melli.

 Roberto Donadoni

 Donadoni arrivò al Milan nella prima campagna faraonica di Berlusconi (si quella degli elicotteri e della Cavalcata delle Valchirie...) e ci rimase per 10 anni, fino al 1996. Tanti trionfi, giocatore elegante e mai polemico, Donadoni è stato uno dei grandi protagonisti del Milan di Sacchi prima e di Capello poi. A fine carriera, decise di emigrare negli Stati Uniti, per provare un'esperienza nella MLS con i New York Metrostars. La nostalgia dell'Italia e di Milanello lo richiamò presto a casa, e nell'agosto del 1997, si presentò ancora davanti ai cancelli del Centro Sportivo di Carnago. Il suo ritorno però fu anonimo. In due campionati totalizzò 24 presenze senza segnare un gol. In compenso però, nella sua personale bacheca, aggiunse lo scudetto con Zaccheroni nella stagione 1998/99.

p.s. qualcuno a Milanello vorrebbe ora il terzo ritorno di Roberto a Milanello, questa volta però, nelle vesti di allenatore.

 Leonardo

 Uno di quelli che ha provato la panchina del Milan dopo esserne stato giocatore, è stato Leonardo e, soprattutto nelle alte sfere, non sono rimasti molto soddisfatti di lui (provate voi a dare a Berlusconi del "narciso"). Leo arrivò al Milan nell'estate del 1997 e ci rimase fino al 2001, vincendo lo scudetto nella stagione 1998/99. Fu richiamato poi da Galliani a metà della stagione 2002/03, ma non sarà più protagonista, anche se farà parte della rosa che in quella stagione vincerà la Coppa Italia e la Champions League.

 Andriy Shevchenko

Il ritorno più triste, forse perchè il suo addio è quello che fece più male ai tifosi milanisti. Nell'estate 2006, in pieno scandalo Calciopoli, Sheva disse che voleva andare a Londra per motivi familiari. La motivazione dell'insegnamento dell'inglese per i figli convinse pochi di noi, ma l'ucraino convinse ancor meno Josè Mourinho che al Chelsea non lo vedeva proprio e lo mise ai margini della squadra. Nell'estate 2008, Shevchenko tornò al Milan, ma non era più il giocatore che se n'era andato solo due anni prima. Alla fine della stagione 2008/09, il Milan decise di non rinnovare il prestito e il giocatore tornò al Chelsea, che lo cedette velocemente alla Dinamo Kiev.