La Juventus allunga, e la lotta Champions ora rischia di allargarsi


Quando ti aspetti che la Juventus possa cadere, o quantomeno rallentare, ecco che i bianconeri danno l’ennesima dimostrazione di forza e allungano in classifica. Gli uomini di Conte infatti, battono nettamente la Fiorentina per 2-0 (Vucinic e Matri) e portano a cinque punti il vantaggio sul Napoli. I Montella boys sono letteralmente crollati dopo il primo gol bianconero e si sono consegnati ad una sconfitta che poteva essere anche più ampia nel punteggio. Il palleggio viola non è stato efficace, ma a condannare la Fiorentina sono stati soprattutto gli errori individuali e una mancanza di rabbia agonistica, abbastanza inspiegabile in una partita come questa. La Juve così, prepara la trasferta di Glasgow nel migliore dei modi e la trasferta di Roma di sabato, per ora non fa paura.

 

Lazio e Napoli danno vita a una bella partita all’Olimpico, con gol, pali e traverse, ma alla fine è un pareggio che non accontenta nessuno. Ne la Lazio, che poteva chiudere prima la partita e ora vede il suo vantaggio sulla quarta ridotto a un punto, ne il Napoli, che si allontana dalla Juve e da ancora quella sensazione di incompiutezza già percepita dopo il pareggio di Firenze. Gli uomini di Mazzarri tra l’altro, avranno davanti un mese decisivo. Con la ripresa dell’Europa League e lo scontro diretto al San Paolo con i bianconeri, si potrà capire se veramente Cavani e compagni lotteranno fino alla fine per lo scudetto oppure verranno “risucchiati” dalle squadre che stanno lottando per i posti Champions.

Infatti, in lotta per il terzo posto ( con vista però anche sul secondo) ci sono la Lazio, le milanesi e anche la Fiorentina, che già domenica ha un’occasione di riscatto in casa contro l’Inter.

 

I nerazzurri hanno battuto il Chievo nel posticipo (3-1) giocando decisamente meglio rispetto a Siena – e non poteva essere altrimenti. Rimane però la sensazione di una fragilità difensiva impressionante, e il gol di Rigoni di ieri è del tutto simile a quello fatto da Giaccherini due settimane fa e quello subito da Emeghara la settimana scorsa. Il Milan  a Cagliari viene salvato da un rigore di Balotelli, ma praticamente entra in partita soltanto negli ultimi dieci minuti e decide di “fare la partita” solo dopo che il Cagliari è rimasto in dieci per l’espulsione di Astori per il fallo da rigore sull’ex attaccante del Manchester City. El Shaarawy sembra stanco e un po’- come avevamo già detto- messo da parte da Balotelli, che è attaccante più mobile di Pazzini e quindi va ad “intralciare” parzialmente anche il lavoro del Faraone. I cagliaritani giocano una partita aggressiva e sfruttano le ripartenze meglio del Milan. Un bravo a Pulga, giocando così ci si salva.

 

Come la scorsa stagione, quando il gioco si fa duro, la Roma sparisce. Al momento la squadra non sembra più ne la creazione di Zeman ne il nuovo prodotto di Andreazzoli, ma più che altro un insieme di singoli che entra in campo e prova a far qualcosa. Il gioco riesce meglio alla Sampdoria, che vince 3-1 e va a -6 dai giallorossi. Un po’ ingiuste le critiche ad Osvaldo dopo il rigore. Siamo sicuri che, se avesse segnato, si sarebbe sentito parlare di grande personalità dell’attaccante azzurro.

 

Mentre fra Parma e Genoa e Atalanta e Catania, le contendenti capiscono che a volte è meglio non farsi troppo male, Bologna e Siena pareggiano 1-1, ma la sensazione per entrambe è di un’occasione persa. Rischiava invece di partire in maniera disastrosa l’avventura di Malesani a Palermo. Sotto di un gol per il colpo di testa del pescarese Bjarnason, i rosanero pareggiano subito con Fabbrini, ma restano comunque sul fondo della classifica con il Siena.

 

L’Udinese vince 1-0 con un Torino che si dimentica di giocare nel primo tempo. Protesta giustamente per due rigori non concessi, ma il Toro di Ventura è nato e cresciuto con il 4-2-4 e quindi deve essere aggressivo e propositivo sempre. Se lo è stato a San Siro contro l’Inter, non capiamo perché non possa esserlo su campi come il Friuli di Udine.