La vittoria di Allegri


“Sit deep and attack from the back”. Questo si legge spesso su giornali e siti britannici quando viene spiegato il gioco del Milan di Allegri. Stare quindi abbastanza chiusi ed arretrati dietro, pronti a ripartire nelle ripartenze ( o contropiede come si è sempre detto fino a qualche anno fa ).

Questo è quello che ha fatto il Milan ieri sera contro il Barcellona e quello che generalmente fa da parecchie partite, cioè da quando l’allenatore è riuscito a trovare la quadratura del cerchio, con una certa solidità difensiva, un centrocampo che ora sa sia coprire che ripartire, e soprattutto tre punte ( in particolar modo il “tridente delle creste” ) che riescono a ribaltare l’azione in un amen.

Certo, la tattica attendista del Milan contro il Barcellona è stata ancora più evidente, ma non si sarebbe potuto affrontare diversamente una squadra che, una volta andata in vantaggio, è poi quasi impossibile riprendere.

Come detto da Conte prima della partita “ i catalani o li aspetti o li vai a pressare alto”, ci possono essere modi diversi di tentare di limitare il Barcellona, e il capolavoro tattico di Allegri di ieri è stato proprio quello di capire il modo migliore per il suo Milan, per le caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione.

Allegri quindi ha preparato davvero la “partita tatticamente perfetta”, blindando una difesa che finora era sempre sembrata abbastanza ballerina e giocando con un trio di centrocampo- Montolivo, Ambrosini, Muntari- in grado di fare entrambe le fasi. Il capolavoro poi non è stato bloccare Messi, come qualcuno suggeriva, ma bloccare i rifornimenti per il fenomeno argentino, che è stato così spesso costretto a trovarsi una posizione, tornare per recuperare palla per poi trovarsi davanti un muro rossonero. Allegri è riuscito tra l’altro non solo a bloccare i rifornimenti per la Pulce, ma per tutti i creatori di gioco catalani, a partire da Xavi, ma anche Iniesta e Fabregas, si sono trovati spesso costretti al passaggio orizzontale, costringendo inevitabilmente il duo di difesa, Pujol-Piquè, ad iniziare l’impostazione del gioco.

Molto bravo l’allenatore rossonero poi ad allargare il gioco sulle fasce, con Boateng da una parte ed El Shaarawy dall’altra, che si sono fatti sue e giù sulla fascia come solo ad Eto’o nell’anno del Triplete mourinhano avevamo visto fare ( anche se per la verità il Faraone si sfianca in questo lavoro di copertura ogni maledetta domenica ).

Molto bene anche Pazzini in attacco, che ha dato profondità ed è riuscito a far salire un po’ la squadra, anche se cresce il rammarico per l’assenza di Balotelli che, a queste caratteristiche, avrebbe aggiunto una pericolosità sotto rete e una capacità di creare situazioni pericolose da solo, che sono invece mancate all’ex attaccante nerazzurro.

Tutto bene per il primo round quindi, ma ora è chiaro a tutti che la partita del Camp Nou sarà ancora più difficile. Soprattutto se il Barca troverà il gol subito e quindi il Milan potrebbe rischiare la partita fatta l’anno scorso all’Emirates con l’Arsenal, e chiudersi ancora di più. Per ieri sera però solo complimenti e per favore, non parlateci di trionfo del catenaccio(Piquè docet),il calcio si può giocare in vari modi e la fase difensiva è altrettanto importante di quella offensiva.