Le cose che abbiamo capito (o non capito) della 37° giornata


Arrivederci Capitano!

Dopo 857 partite in maglia nerazzurra, anche Javier Zanetti ha detto basta. Sappiamo già che ci mancherà. Nono solo agli interisti.

Zanetti, come in tempi recenti Paolo Maldini e Alessandro Del Piero, era "un qualcosa" che identificava la Serie A, il calcio italiano, une delle poche cose per le quali ci potevamo vantare ancora all'estero. Ora il Capitano lascia, ma resterà nel calcio come vice-presidente dell'Inter, ma in campo, con quella sua falcata tipica a testa bassa, non lo verdremo più. Pazienza, ci dovremo accontentare dei tweet di Icardi.

Come dicevamo però, Zanetti farà ancora parte del progetto Inter e non ha nessuna intenzione di lasciare il calcio italiano. Da lui ci aspettiamo ancora molto...

La Juventus arriverà a 100 punti

La squadra di Conte vince anche  a Roma, raggiunge i 99 punti dopo 37 partite e può puntare ora a quota 100.

A dir la verità la Juventus può arrivare a 102 punti, e far meglio di tutti in Europa, anche di Real Madrid e Barcellona in tempi recenti, e del Benfica, che si fermò a 101 nella stagione 1990/91.

La cavalcata dei bianconeri è stata trionfale e, solo un eventuale addio di Conte, potrebbe cambiare qualcosa nella prossima stagione. Il tecnico bianconero ha fatto cpaire che potrebbe fermarsi per un anno sabbatico, ma di certo non sarà facile comunque impedire che nella prossima stagione questa squadra vada a caccia del quarto scudetto consecutivo.

Bologna, Catania e Livorno salutano la Serie A

Sassuolo e Chievo sembravano spacciate solo qualche settimana fa, e invece hanno ottenuto la salvezza con una giornata d'anticipo. Domenica prossima affronteranno le milanesi, ma saranno poco più che due partite amichevoli.

Retrocedono invece in Serie B il Livorno, che perde in casa con la Fiorentina- sesta sconfitta consecutiva per gli uomini di Nicola.- e Bologna e Catania, che ieri si son affrontate nello scontro diretto al Dall'Ara.

La partita è stata vinta- non senza polemiche- dai catanesi, che però non hanno fatto altro che trascinare all'inferno anche i felsinei.

Mentre i giocatori catanesi a fine partita andavano sotto la curva a prendersi gli applausi dai loro tifosi, è scoppiata la violenta contestazione dei tifosi bolognesi. Il presidente Guaraldi non era allo stadio, Gianni Morandi si è dimesso da presidente onorario, e i giocatori hanno potuto lasciare lo stadio tre ore dopo la fine della partita.