Le cose che abbiamo capito (o non capito) della 38° (e ultima) giornata


E' la Juve migliore di sempre?

Un paio di mesi fa, gli amici della Bbc ci avevano chiesto se a nostri avviso questa Juventus di Conte fosse la milgiore di sempre.

La nostra risposta era stata che se non è la migliore in assoluto, è una delle migliori della storia bianconera. Il perchè? Essenzialmente ce lo dicono i numeri: 102 punti in 38 partite, mai nessuno in Europa era riuscito ad arrivare così in alto. 33 partite vinte, 3 pareggiate e 2 perse (complimenti a Fiorentina e Napoli, le uniche in grado di battere i bianconeri in campionato), 80 gol fatti e 23 subiti e un incredibile +17 sulla Roma seconda classificata (che a 85 punti, ha fatto a sua volta un campionato eccezionale).

Non sarà una Juve "europea", ma in campionato per vedere una serie di tre scudetti consecutivi in casa bianconera bisogna risalire agli anni Trenta (cinque titoli di fila fra il 1930 e il 1935).

Noi che ci occupiamo di scommesse, sappiamo che i numeri sono importanti, e i numeri di questo campionato 2013/14, parlano a favore di Conte e della sua truppa.

La maledizione del Torino

Nella scorsa settimana si è parlato tanto di Bela Guttmann e della maledizione lanciata al suo Benfica nel 1962, ma siamo sicuri che anche al Toro non sia stato fatt un maleficio?

La stagione del Torino, è finita proprio da...Toro. Arrivati all'ultima giornata con un punto di vantaggio sul Parma e quindi favoriti per accedere all'Europa League, i granata hanno rimontato per due volte la Fiorentina e nel recupero hanno avuto a disposizione il rigore che avrebbe potuto far tornare il Toro in Europa dopo vent'anni.

Come è finita? Scontato dirlo, con Cerci che si fa parare il rigore da Rosati e con l'azzurro in lacrime consolato da compagni e avversari. Sicuri non ci sia un maleficio in stile Guttmann?

L'ultimo posto ai preliminari di Europa League se lo aggiudica così il Parma, che batte 2-0 il Livorno al Tardini. Fuori dall'Europa il Milan, a cui non serve battere il Sassuolo a San Siro nell'ultima partita di campionato.

L'addio agli uomini del Triplete

Dopo il saluto a capitan Zanetti della scorsa settimana, ieri l'Inter e i suoi tifosi dopo la sconfitta a Verona con il Chievo, hanno salutato e ringraziato altri tre eroi della storica stagione 2009/10, che fece entrare i nerazzurri nella storia.

Zanetti lascia il calcio giocato ma rimarrà come vicepresidente- ancora da definire il ruolo esatto che avrà in società- ieri c'è stato il saluto ad Esteban Cambiasso, Walter Samuel e Diego Milito (quest'ultimo autore della doppietta che a Madrid stese il Bayern Monaco nella finale di Champions League del 2010).

E' la fine di un'epoca, la fine di una squadra che ha saputo completare un ciclo e il saluto a dei giocatori che hanno saputo ridare prestigio all'Inter dopo anni di oblìo.

Si ripartirà da Mazzarri in panchina (forse) e da alcuni giovani, e in fondo è un pò quello che aspettavano tutti i tifosi nerazzurri.