L'uomo di Sarajevo si prende la coppa


Ora si farà di tutto per trattenerlo, ma non sarà così scontato. “Resto? Vedremo, ho comunque ancora un anno di contratto”. Queste le parole di Vladimir Petkovic, nato a Sarajevo, ieri in conferenza stampa dopo il trionfo della Lazio nel derby con la Roma nella finale di Coppa Italia disputata all’Olimpico.

Un trionfo importante per i laziali, non solo perché si tratta della sesta coppa nazionale e perché la vittoria spalanca le porte dei gironi di Europa League, ma anche perché ottenuto in una finale-derby con i rivali di sempre, la Roma.

In questo trionfo laziale c’è molto di Vlado Petkovic. Un tecnico accolto la scorsa estate, in sede di presentazione, con un certo scetticismo. Vlado arrivava infatti dal campionato svizzero, dove aveva giocato- essendosi trasferito li nel 1987 e decidendo poi di stabilirsi definitivamente durante la Guerra dei Balcani- e successivamente anche allenato squadre come Belinzona, Malcantone Agno, Lugano, Young Boys e Sion. Queste le uniche esperienze in panchina, tutte in Svizzera, tranne un’esperienza in Turchia nel Samsunspor (durata solo sei mesi e conclusa con l’esonero).

Petkovic però, ha dimostrato subito di essere un tecnico bravo e preparato, colto (parla cinque lingue) e soprattutto, duttile tatticamente. Arrivato con l’idea di un 3-4-3 offensivo e aggressivo, all’inizio in campionato ha optato spesso per il 4-5-1, poi anche il 4-2-3-1 (come ieri dopo l’uscita di Ledesma per infortunio, sostituito da Mauri), oppure il 4-1-4-1, che ormai sembra diventato il marchio di fabbrica di questa Lazio.

Petkovic aveva già giocato due finali di coppa, entrambe in Svizzera ed entrambe perse. La prima nel 2008 quando allenava in B il Bellinzona e arrivò alla finale della coppa nazionale contro il Basilea. La seconda l’anno dopo, alla guida dello Young Boys, arrivò la sconfitta all’ultimo atto contro il Sion. Quest’anno le cose sono andate diversamente e ieri ha potuto alzare al cielo quello che ad oggi è il trofeo più importante della sua carriera di allenatore.

In campionato le cose non sono andate benissimo, con un settimo posto finale dopo che però la Lazio nella prima parte della stagione, era stata anche indicata come possibile avversaria della Juventus per la vittoria dello scudetto. In Europa League, i biancazzurri hanno raggiunto i quarti di finale- eliminati dal Fenerbahçe- ma hanno lasciato la sensazione che avrebbero potuto fare sicuramente di più.

Ora, come ha dimostrato l’intera stagione, servono rinforzi, serve una panchina più lunga e anche qualche giocatore di qualità. Ieri, a livello individuale, la Roma aveva più qualità in campo ma la Lazio è sembrata la squadra più organizzata, con tutti i giocatori che sapevano esattamente dove stare e come posizionarsi in campo. Sensazione avuta anche nei due derby di campionato, dove i biancazzurri hanno sempre dato la sensazione di essere la squadra migliore.

Finiti i festeggiamenti, toccherà a Lotito convincere Petkovic a restare, magari con un prolungamento del contratto e con qualche giocatore in più in rosa.