Mario Mandzukic, il prototipo dell'attaccante moderno


Se ieri sera Pep Guardiola si è messo davanti alla tv per seguire la partita dei quarti di finale di Champions League fra il Bayern Monaco e la Juventus- e sicuramente l’avrà fatto- si sarà sentito in qualche modo rassicurato.

L’allenatore catalano ha scelto i bavaresi per il progetto e per la filosofia che sta dietro alla squadra, e nello stesso tempo i dirigenti del Bayern hanno identificato in Guardiola, l’allenatore più adatto per come in Baviera si intende il calcio.

Ieri sera l’ex allenatore del Barcellona però, avrà anche capito che probabilmente non dovrà chiedere ai dirigenti di spendere vagonate di euro per ritoccare o in qualche modo cambiare una squadra che sembra già funzionare a meraviglia.

Al di la di difesa e centrocampo, dove comunque Guardiola apporterà qualche cambiamento, è dall’attacco del Bayern che sembrano arrivare novità interessanti. Un attacco che sulle fasce può contare su giocatori come Ribery e Robben e su un giocatore a tutto campo come Thomas Muller, in grado ieri sera di annullare Pirlo e poi di ripartire in attacco.

In Mario Mandzukic però, Guardiola potrebbe trovare quello che ha cercato ma non trovato in Ibrahimovic. Non vogliamo certo dire che il quasi ventisettenne croato abbia la stessa classe del campione svedese, ma ci sembra che possa rappresentare il prototipo dell’attaccante moderno.

Mandzukic nel Bayern ha ormai tolto il posto da titolare al centro dell’attacco a Mario Gomez- e forse questa non è una grandissima conquista- e rappresenta il riferimento in attacco per gli uomini di Heynckes solitamente schierati con il 4-2-3-1. Mandzukic però, si adatta benissimo anche al 4-4-2, modulo utilizzato dalla nazionale croata dove solitamente gioca al fianco di Olic, con cui si è scambiato il posto al Wolfsburg.

Mandzukic aveva già dimostrato di essere un ottimo attaccante sia al Wolfsburg, sia con la Croazia agli Europei, dove segnò una doppietta all’Irlanda e segnò il gol del pareggio con l’Italia. Al Bayern ha confermato le sue qualità realizzative- 15 gol in Bundesliga e 1 in Champions League- ma soprattutto ha dimostrato di saper giocare per i compagni, sia quelli dell’attacco, dove è bravissimo nel fare sponde e aprire spazi per i centrocampisti, sia in difesa, dove anche ieri sera contro la Juve lo abbiamo visto spesso tornare indietro per recuperare palloni e accorciare il Bayern nei momenti di difficoltà. E’ il classico giocatore che sa fare a sportellate- basta rivedere tutti gli scontri con Chiellini- ma che sa garantire qualità ed efficienza sotto porta. Ciò quindi che viene richiesto ad un attaccante moderno.

Nella partita contro la Juventus ha effettuato più passaggi andati a buon fine rispetto a Pirlo (72% contro 70%), ha avuto una percentuale del 67% di duelli aerei vinti, oltre che aver tirato in porta tre volte, con la ciliegina dell’assist vincente a Thomas Muller per il raddoppio dei bavaresi.

Guardiola sicuramente apporterà cambiamenti, ma la base su cui potrà lavorare ci sembra già molto buona.