Mondiali 2014: 5 cose che abbiamo capito guardando le semifinali


1) La disfatta del Brasile non può avere solo una spiegazione tecnico-tattica

Non potrebbe averla, visto l'umiliazione subita dai verdeoro, e visto il modo nel quale è arrivata la disfatta. La Germania partiva favorita, e anche le nostre quote lo confermavano, ma un 7-1 subito in casa davanti al proprio pubblico, non può essere spiegato solo con motivazioni tecnico-tattiche.

Vi invitiamo a rivedere i gol subiti dal Brasile in quell'incredibile primo tempo, la facilità con la quale i tedeschi sono penetrati nella difesa brasiliana. "Gol che si vedono in allenamento" ha sentenziato Maradona, non certo in una semifinale mondiale. Siamo d'accordo sul fatto che il Brasile non avesse una squadra di qualità ma, pur in assenza di Thiago Silva, in difesa poteva cantare su un giocatore della Roma (Maicon), uno del Bayern Monaco (Dante), uno del Chelsea appena acquistato per più di 50 milioni di euro dal PSG (David Luiz), e uno che è appena diventato campione d'Europa con il Real Madrid (Marcelo). A centrocampo? Non certo fenomeni, ma gente abituata a calcare il campi della Premier League e della Bundesliga.

Le ragioni sono soprattutto psicologiche ed emotive. Il Brasile è lettarlamente crollato dopo aver subito il primo gol, e per circa 20 minuti, non ha capito più niente. Solo alla fine della partita probabilmente i brasiliani si sono accorti di quanto era realmente successo in campo...

2) Felipe Scolari ha colpe ben precise nella disfatta della Selecao

Detto della troppa pressione e dell'emotività dei brasiliani, Scolari però ci ha messo del suo, ed esce come principale responsabile del disastro dei verdeoro.

Non ha previsto un piano B in assenza di Neymar, e ha insistito sempre con lo stesso schema tattico pensando che Bernard (che quest'anno non era nemmeno titolare allo Shakhtar Donetsk) potesse tranquillamente sostituire O Ney. Non ha saputo nemmeno cambiare in corsa, visto che le sostituzioni fatte all'inizio del secondo tempo sono arrivate ormai tardive, con il Brasile già sotto per 5-0. E poi perchè questa insistenza con Fred in attacco? E' vero, mancavano le alternative, ma allora perchè non variare modulo tattico e mettere magari Hulk centrale, con Oscar e Willian sulle fasce?

3) La Germania ha dato una grande dimostrazione di forza

In partite come la semifinale di Belo Horizonte, è sempre difficile capire dove finiscano i demeriti del Brasile e comincino i meriti della Germania, anche se noi crediamo che siano maggiori le colpe della Selecao.

Da par suo però, la squadra di Loew ha datto l'ennesima dimostrazione di forza e compattezza, e ora, dopo la finale degli Europei persa nel 2008, le semfinali ai Mondiali 2010 e agli Europei 2012, questo gruppo vuole vincere. Ne ha la qualità e la capacità, e nella finale di domenica ocntro l'Argentina, la squadra tedesca parte chiaramente favorita.

4) L'Argentina vorrà imbrigliare anche i tedeschi

Ieri sera abbiamo assistito all'ennesima prestazione deludente dell'Argentina, che però ai rigori ha avuto la meglio sull'Olanda. La squadra di Sabella ha giocato ancora una volta raccolta dietro, sperando nelle giocate (che però non sono arrivate) da parte del trio in attacco (Messi, Higuain e Lavezzi).

Siamo sicuri che Sabella adotterà lo stesso schema anche nella finale di domenica, cercando di non concedere quelle praterie che i brasiliani hanno lasciato ai tedeschi. L'Argentina però, se vorrà vincere domenica, avrà bisogno di un guizzo, una giocata, un colpo di genio. Solo un giocatore sarebbe in grado di accendere questa squadra, ma per ora si è acceso solo ad intermittenza, e mai nelle ultime due uscite (Belgio e Olanda). Leo Messi, se ci sei batti un colpo...

5) L'Olanda esce a testa alta, ma con rammarico

La squadra di Van Gaal è entrata nelle prime quattro al mondo, e questo è già un bel risultato per una nazionale che era partita con l'obiettivo minimo di superare la fase a gironi.

L'Olanda ieri è apparsa stanca dopo i supplementari giocati con la Costa Rica, e gli oranje si sono fatti imbrigliare (e addormentare) dal gioco- o non gioco- argentino. Gli olandesi però, avrebbero potuto fare di più. Van Persie non si è mai visto, Robben è stato assente per tutti i 120', e solo Sneijder ha tentato qualche giocata. 

Van Gaal non ha tentato più la carta a sorpresa Krul ai rigori, e gli olandesi sono così tornati alle loro vecchie abitudini quando si trovano a dover calciare dagli undici metri.