Napoli e Roma in testa: chi è la vera anti-Juve?


La Juventus non è quella di coppa, e questo lo si sapeva. Con il Verona va sotto, ma a differenza della partita di Copenaghen, non si limita ad agguantare il pareggio e a sprecare occasioni, ma grazie a Tevez e al redivivo Llorente, ribalta il risultato e piega il Verona.

L'Inter passeggia a Reggio Emilia contro il Sassuolo (7-0) e, oltre alla solidità di quest'anno, i nerazzurri ritrovano Milito, autore di due gol nel secondo tempo, contro un Sassuolo che sembra aver già perso la volgia di correre e di stupire.

La Fiorentina si presenta a Bergamo senza Gomez e Cuadrado, ma ci pensano Fernandez e Pepito Rossi a tenere in alto la Viola.

In testa alla classifica però, ci sono ancora loro due, le squadre che una volta davano vita a quello che veniva chiamato il "derby del Sud". Entrambe solide e compatte, possono rappresentare un'alternativa credibile ai bianconeri?

Roma-Lazio 2-0

Il derby torna alla Roma, che parzialmente fa dimenticare ai proprio tifosi la sconfitta nella finale di Coppa Italia dello scorso 26 maggio. "Abbiamo rimesso la chiesa al centro del villaggio" ( un detto francese che significa rimettere le cose a posto), nelle parole del tecnico romanista Garcia, vero artefice di questa partenza giallorossa da record (solo nel 1952-53 e nel 1960-61 la Roma era partita con quattro vittorie consecutive a inizio campionato). I giallorossi hanno mostrato ancora una volta di esserci, grazie anche a un Totti- fresco di rinnovo contrattuale- perfetto nel ruolo di "falso nueve". Dopo il gol di Balzaretti, decide un rigore di Ljajic, sempre più decisivo quando entra a partita in corso. 

Garcia, nelle scorse settimane, ha parlato spesso della necessità di tornare il prima possibile in Europa ma, giocando così, gli obiettivi della Roma potranno essere senz'altro più ambiziosi.

Milan-Napoli 1-2

Se la partita con il Borussia Dortmund aveva dato ai partenopei il diploma per l'Europa, la vittoria di San Siro suona un pò come una laurea per le ambizioni del Napoli in questo campionato. La squadra di Benitez riesce dove l'ultima volta ci riuscì il Napoli di un certo Maradona. Sono passati 27 anni, e in quella stagione (1985-86) il Ciuccio non vinse lo scudetto, ma si preparò per vincerlo l'anno successivo e rimanere poi ai vertici per almeno tre anni.

La partenza dei partenopei è impressionante. Tre occasioni in cinque minuti, compreso il gol di testa di Britos, su gentile concessione della sempre più imbarazzante difesa milanista.

Nella ripresa è ancora Higuain a timbrare per il Napoli, prima che Reina salga sugli scudi per centrare un'impresa mai riuscita finora a nessuno: respingere un rigore di Mario Balotelli. Quella è la svolta del match. Il Milan avrebbe potuto riaprire la partita- eravamo a metà secondo tempo- invece il portiere spagnolo la blinda definitivamente.

Il Napoli di quest'anno sembra avere alternative valide anche in panchina. Ieri sera ad esempio, Benitez ha fatto riposare Maggio e Inler dopo le fatiche di coppa, dando spazio agli ottimi Mesto e Dzemaili.

Siamo appena alla quarta giornata di campionato, ma il Napoli di Don Rafè, sembra già la principale avversaria della corazzata bianconera.

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