Quale sarà la nuova rivalità sulle panchine di Premier League?


Appena è uscito il calendario di Premier League la scorsa settimana, l’attenzione dei media portoghesi, si è concentrata su una cosa in particolare: “Mourinho farà visita a Villas Boas alla sesta giornata di campionato”, come ha titolato il sito di calcio lusitano Mais Futebol, riferendosi alla visita che il Chelsea farà a White Hart Lane nell’ultima settimana di settembre.

L’attesa per questo confronto però, non c’ solo in Portogallo, ma anche al di fuori del paese e soprattutto in Inghilterra, dove dopo l’addio di Sir Alex Ferguson dal Manchester United, si è alla ricerca di un’altra grande rivalità che coinvolga nomi forti.

Pare che i “due futuri contendenti”, abbiano già iniziato ad incrociare le spade. Nella prima conferenza stampa, Mourinho non ha citato Villas Boas insieme a Brendan Rodgers e Steve Clarke fra quegli allenatori con i quali ha lavorato assieme in passato, mentre il tecnico del Tottenham, in una recente e lunga intervista con il quotidiano portoghese O Jogo, ha parlato di una conversazione avuta con il portiere Lloris, riguardo a quanto gli allenatori nel calcio moderno, tendano a sostituirsi in protagonismo ai giocatori:” secondo me, oggigiorno, c’è troppa attenzione sul ruolo dell’allenatore, cosa che invece andrebbe ridimensionata, soprattutto quando in squadra hai gente come Ronaldo o Messi”. L’ultima parte della frase, probabilmente voleva raggiungere un obiettivo ben preciso, che infatti è stato centrato.

Ora bisognerà solo capire quanto queste due personalità cosi forti, continueranno ad ignorarsi, oppure arriveranno a uno scontro. Finora si è detto che fra i due non c’è mai stata empatia. Mourinho aveva dato molta responsabilità a Villas Boas quando i due erano all’Inter, ma poi Andrè decise di andarsene, e assumere il ruolo di allenatore dell’Academica Coimbra, per uno stipendio molto più basso ma per un ruolo di piena responsabilità.

La scommessa di Villas Boas poi ha pagato e il fatto di aver fatto bene a Coimbra, gli ha aperto la strada verso la panchina del Porto. Al Dragão, Villas Boas ha dimostrato di avere qualcosa in comune con Mourinho, anche se oggi i due negherebbero di avere qualsiasi cosa in comune. Villas Boas ha costruito una squadra con una forte personalità, che giocava con dinamismo e impeto e, come il suo “primo maestro”, si è dimostrato un pessimo perdente. Nella prima occasione che il Porto ha perso punti con AVB allenatore (nell’ottobre 2011 a Guimaraes), il giovane allenatore ha rincorso l’arbitro a fine partita, accusandolo per la mancata vittoria invece che concentrarsi sugli errori della propria squadra. Vi ricorda qualcuno?

Certo, da allora Villas Boas è molto maturato e la non positiva esperienza al Chelsea – per sua stessa ammissione- lo ha migliorato. Sempre a O Jogo, AVB ha detto che non esiste nessuna rivalità con Mourinho, ma queste due personalità così diverse ma nello stesso tempo così simili, in questa Premier League, potrebbero dar vita a una rivalità coi fiocchi.