Qualificazioni Mondiali 2014: Centro e Nord America (Concacaf)


C’è un’America che ride e una che piange ne girone di qualificazione centro-nordamericano (Concacaf), ma la parte che gioisce, stavolta è quella dei “gringos”, gli statunitensi, mentre quella che si sta preoccupando non poco, è quella a sud del confine, quella dei messicani, notoriamente e storicamente più appassionati di calcio rispetto ai cugini del nord.

Gli Stati Uniti allenati da Jurgen Klinsmann, sono reduci dalla vittoria in Gold Cup, ma soprattutto, grazie a tre vittorie nelle ultime tre partite (Giamaica, Panama e Honduras), sono in testa al gruppo finale che qualifica al mondiale brasiliano, con 13 punti dopo 6 partite. Grandi meriti per l’allenatore tedesco, ma anche per Altidore- in gol anche nell’ultima partita vittoriosa con gli honduregni- per il “romanista” Bradley e per Clint Dempsey, appena tornato a giocare nella MLS con i Seattle Sounders. Gli Stati Uniti sono a un passo dalla qualificazione, e in questo weekend lungo di partite, affronteranno prima il Costarica in trasferta e poi il Messico- il grande rivale storico- in casa.

I messicani dicevamo. Difficilmente li abbiamo visti così in difficoltà negli ultimi tempi e non si può nemmeno dire che fossero arrivati i sentori di una crisi imminente.

pPur se con Luis Fernando Tena in panchina, “El Tri” aveva vinto l’oro alle Olimpiadi di Londra 2012, battendo in finale il Brasile delle stelle e mostrando al mondo, una nidiata di giovani davvero interessanti. Al momento, con il terzo posto in classifica, il Messico sarebbe qualificato (nel girone finale Concacaf si qualificano le prime tre, mentre la quarta andrà a spareggiare con la Nuova Zelanda) ma la squadra sta giocando davvero male, e l’Honduras (avversario all’Azteca venerdì), è dietro solo di un punto. I messicani poi, dopo aver vinto ad inizio giugno in Giamaica (2-1), hanno pareggiato per 0-0 a Panama e sempre con lo stesso risultato in casa con il Costarica (che al momento è secondo in classifica dietro agli States) e, dopo quest’ultima partita all’Azteca, anche i seggiolini dello stadio Azteca si sono alzati in piedi per fischiare la squadra di de la Torre.

I problemi per i messicani non sono finiti qui però. Dopo l’ultima partita di qualificazione, “El Tri” ha giocato una Confederations Cup anonima e, pur schierando parecchie riserve, una Gold Cup disastrosa. Arrivati negli Stati Uniti con l’obiettivo di giocarsi quantomeno la finale con i “gringos”, i messicani sono stati battuti da Panama nel girone- e non era mai successo prima- per poi essere ribattuti ancora dai panamensi nelle semifinali, consentendo così alla nazionale dello stretto, di giocarsi la finale con gli Stati Uniti.

Dopo questa sconfitta in semifinale, i tifosi messicani hanno iniziato ad esporre cartelli con la scritta “Fuera Chepo”, il soprannome dello stesso de la Torre. Martedì ci sarà il derby con gli Stati Uniti, ma il “Chepo” già venerdì con l’Honduras, probabilmente si gioca la panchina.