Quando in Europa Borussia, voleva dire Möenchengladbach


La Lazio giovedì sera farà visita al Borussia Möenchengladbach al Borussia Park, per la sfida di andata valevole per i sedicesimi di finale di Europa League.

 

Per molti appassionati di calcio però, soprattutto quelli nati negli anni 60’ e 70’, la parola Möenchengladbach riaccende una lampadina, fa tornare indietro al passato e a una squadra che per un decennio è stata sinonimo di “calcio tedesco”.

 

Si perché oggigiorno Borussia significa Dortmund, con il suo gioco veloce e spettacolare e con i due Meisterschale”  vinti nelle ultime due stagioni. Ma negli anni 70’, il Borussia era l’altro, erano i biancoverdi di Möenchengladbach, città della Renania, e i suoi calciatori hanno fatto sognare generazioni di appassionati.

 

Tutto iniziò nella stagione 1969/70, quando la squadra allora allenata da Hennes Weisweiler, vinse per la prima volta la Bundesliga, il campionato nazionale tedesco unificato su girone unico solo dal 1963.

Quella era una compagine che poteva annoverare tra gli altri giocatori come Gunther Netzer, Berti Vogts- ex ct della Germania- e Jupp Heynckes. Una squadra che Weisweiler faceva giocare in maniera aggressiva, con un gioco veloce e fisico che metteva in difficoltà gli avversari. Di quel periodo è anche il soprannome dato dai tifosi alla squadra: Die Fholen, I Puledri.

 

Il Borussia vince il campionato nel 1970 e nel 1971 e, prima del suo primo trionfo in Europa, è protagonista del “caso della lattina” nella partita degli ottavi di finale di Coppa dei Campioni con l’Inter. L’andata si gioca in Germania e, sul 2-1 per i tedeschi, Boninsegna viene raggiunto da una lattina alla testa. O così il giocatore interista vuol far credere, perché pare che in verità la lattina non lo abbia nemmeno sfiorato. La partita viene ripresa e i biancoverdi tedeschi la vincono per ben 7-1 per poi sapere che l’Inter, tramite ricorso, otterrà la ripetizione della partita. Così, la ripetizione si giocherà dopo il match di ritorno che l’Inter vince a San Siro per 4-2, e le due squadre pareggeranno per 0-0, così che saranno i nerazzurri ad accedere ai quarti di finale.

 

La squadra di Weisweiler però, ormai è una realtà del calcio europeo e l’anno dopo raggiunge la finale di Coppa Uefa che perderà con il Liverpool. Il trionfo però è ormai vicino, e arriverà al termine della stagione 1974/75, quando il Borussia Möenchengladbach sconfiggerà nella doppia finale di Coppa Uefa il Twente. Dopo un pareggio casalingo per 0-0, i biancoverdi andranno a vincere in Olanda per 5-1, con tripletta di Heynckes e doppietta di Simonsen, l’asso danese che poi giocherà anche nel Barcellona.

 

Nel 1975 arriva anche il terzo trionfo in Bundesliga, così come nel 1976, ma è il 1977 l’anno che tutti i tifosi di questa cittadina della Renania ancora ricordano. Il Borussia, non più allenato da Weisweiler ma da Udo Lattek, vince il terzo campionato di fila e soprattutto raggiunge la finale di Coppa Campioni a Roma contro il Liverpool. Gli inglesi vinceranno per 3-1, ma per i biancoverdi quell’impresa rimarrà qualcosa di storico e irripetibile.

 

In Europa però, i trionfi non sono ancora finiti e nella stagione 1978/79, il Borussia vince anche la sua seconda Coppa Uefa, battendo in finale la Stella Rossa di Belgrado ( 1-1 in Jugoslavia e vittoria per 1-0 in casa grazie a un rigore di Simonsen).

Il canto del cigno arriverà solo nella stagione successiva, quando i biancoverdi raggiungeranno ancora la finale di Uefa, perdendola nel derby tedesco contro l’Eintracht di Francoforte ( 3-2 in casa e 0-1 in trasferta).

 

L’allenatore di quella squadra era Jupp Heinckes, passato dal campo alla panchina, che dopo il derby di finale dirà che quel decennio non tornerà più. Purtroppo, l’attuale allenatore del Bayern, è stato cattivo profeta………