Quattro ragioni per le quali Manuel Pellegrini potrebbe essere l'allenatore giusto del Manchester City


Le voci si susseguono in queste giornate al Manchester City. Roberto Mancini ha finito alla grande la scorsa stagione, vincendo un titolo che agli Sky Blues mancava da 40 anni, ma quest'anno le cose sono precipitate. L'allenatore italiano è stato incapace di ottenere il massimo dai suoi giocatori e gente come Nasri, Aguero, Hart e David Silva, ha giocato assolutamente al di sotto dei propri standard abituali. Mancini si è lamentato per una campagna trasferimenti non condotta secondo le sue indicazioni e in una recente intervista con il Guardian, ha elogiato Cavani e Falcao. Ormai però gli sceicchi del City hanno preso la decisione, e dalla prossima stagione ci sarà un nuovo allenatore a Eastlands.

Uno dei nomi più accreditati per la panchina del Manchester City è quello di Manuel Pellegrini. Il tecnico cileno ha una lunga carriera alle spalle, avendo allenato in Spagna, Argentina ed Ecuador, oltre che nel proprio Paese d'origine. Ma i tifosi del City cosa si aspettano dal prossimo allenatore? Di seguito, quattro ragioni per le quali Pellegrini potrebbe essere un grande allenatore da Premier League.


1. Sta lavorando benissimo con il Malaga

Il lavoro più importante lo sta facendo con l'attuale club. Quando arrivò a Malaga nel novembre del 2010, la squadra era in zona retrocessione. Nonostante investimenti importanti in sede di campagna acquisti, il portoghese Jesualdo Ferreira era riuscito solo ad ottenere due vittorie in nove partite. Pellegrini, da quando ha preso in mano i Boquerones ha lavorato benissimo, portandoli alla salvezza il primo anno e poi a uno storico quarto posto l'anno successivo. I 58 punti ottenuti alla fine della scorsa stagione, sono il miglior risultato di sempre del Malaga nella Liga, e hanno permesso alla squadra, la prima storica partecipazione in Champions League.

 


2. Ha un pedigree da Champions League

Quest'anno il Malaga ha compiuto una piccola impresa, arrivando primo nel girone di Champions che comprendeva anche Milan e Zenit San Pietroburgo. Negli ottavi di finale ha perso di misura al Dragao con il Porto, riuscendo però a ribaltare il risultato al ritorno e qualificarsi così per i quarti di finale. Non è la prima volta che Pellegrini riesce a condurre una squadra non blasonata a questi livelli. Nel 2005/06, condusse il Villareal alle semifinali di Champions League e mancò l'atto finale solo per un rigore fallito alla fine nella partita di ritorno con l'Arsenal. Viste anche le risorse limitare del "Sottomarino Giallo", anche questo è da considerare come un risultato incredibile.

 


3. Riesce a tirare fuori il meglio dai propri giocatori

Sia al Villareal che al Malaga, Pellegrini è riuscito ad ottenere il massimo dai suoi giocatori. Nel "Sottomarino Giallo", giocatori come Senna, Sorin e Forlan hanno dato il meglio della loro carriera e abbiamo visto anche Riquelme esprimersi per quello che è il suo valore anche in un campionato europeo:

 

In questa stagione, nonostante siano stati ceduti Cazorla, Van Nistelrooy e Rondon, il Malaga è migliorato rispetto alla scorsa annata. Isco è stata la rivelazione, mentre Eliseu e Gamez si sono affermati come due difensori di fascia in grado di attaccare secondo le regole del calcio moderno. Senza parlare di Joaquin, non più giovanissimo, ma tornato a grandi livelli. Il Malaga non avrà una squadra di campioni, ma Pellegrini è stato in grado di "estrarre" il meglio da ognuno di loro.


4. E' in grado di sopportare le pressioni

Non sono sempre state rose e fiori per Pellegrini. Il premio per il buon lavoro fatto con il Villareal, fu la panchina del Real Madrid. Nella capitale spagnola però, nonostante gli arrivi di Kakà, Cristiano Ronaldo e Benzema, Pellegrini non è riuscito a vincere, ma soprattutto non è entrato nel cuore dei tifosi. Le sconfitte in coppa contro l'Alcorcon e il Lione, gli hanno fatto subire duri attacchi da parte della stampa (sopratutto da parte di Marca) e il fatto che quell'anno il Barcellona ha poi vinto il titolo, non l'ha aiutato. Dobbiamo dire che però Pellegrini fu anche sfortunato. In quella stagione, in Liga il Real Madrid riuscì comunque a totalizzare 96 punti.