Roma nun fa la stupida...proprio ora


Stasera la Roma scenderà in campo contro il Napoli, per un “derby del Sud” che non ha più nulla da dire. I partenopei sono già qualificati in Champions League, mentre i giallorossi, per il secondo anno di fila, non hanno centrato nemmeno la qualificazione in Europa League. A meno che non vincano il derby di finale in Coppa Italia con la Lazio domenica prossima, e sarà proprio dopo quella partita tanto attesa che si misurerà il grado di maturazione della società giallorossa.

Si, perché la Roma la finale di Coppa Italia può pure perderla, ma rimane una delle squadre più interessanti e con più prospettive del campionato italiano. Sarà quindi importante da parte di Sabatini e Baldini, ma anche da parte del presidente Pallotta, che arriva da un ambiente- quello degli sport americani- che vive di programmazione, mantenere la calma e sapere che comunque la prossima stagione, non si ripartirà da zero.

La Roma negli ultimi due anni, è stata anche la squadra italiana che più ha scommesso sui propri allenatori. Prima il progetto Luis Enrique, non andato a buon fine ma liquidato forse un po’ troppo in fretta come fallimento, poi lo “Zeman bis” che, dopo gli entusiasmi iniziali, è arrivato a una situazione insostenibile e la squadra vista in campo con il Cagliari, il giorno prima dell’esonero del boemo, non era più quella disegnata, pensata e sognata dall’allenatore all’inizio dell’anno.

In Italia però ad oggi chi può dire di avere in squadra giovani di valore come Lamela, Florenzi, Destro e Marquinhos? Chi giocatori affermati e affidabili come De Rossi, Bradley, Burdisso e il “sempreverde” Totti? Poche direi.

Da quando Andreazzoli ha sostituito Zeman, la Roma non ha svoltato completamente- altrimenti oggi non si troverebbe fuori dall’Europa- ma il nuovo tecnico ha ridato un minimo di entusiasmo e ordine tattico a una truppa che sembrava ormai essersi smarrita. Spetterà ora alla dirigenza decidere se confermare Andreazzoli, oppure sostituirlo con un altro nome, uno di quelli che ormai si sentono da mesi.

Sappiamo per certo però, che tecnici affermati come Mazzarri e Allegri, qualora accettassero di sedere sulla panchina giallorossa, lo farebbero per il progetto, per la possibilità d lavorare con i giovani, per le prospettive che questa squadra ha davanti a se. La Roma oggi ad un tecnico non garantisce successi, ma la possibilità di poterli ottenere, la possibilità di avere per le mani del materiale di qualità, da gestire con oculatezza e attenzione, ma che potrebbe diventare devastante.

Spetterà alla dirigenza- e anche ai tifosi- mantenere la mente fredda, comunque vada la finale all’Olimpico di domenica 26 maggio 2013.