Scolari sotto pressione. Deve evitare il fallimento nel Mondiale in casa del 2014


Le aspettative e le speranze, sono sempre molto alte nel calcio brasiliano. Gli allenatori, in particolare, sono sempre nel mirino. Sei un allenatore di una squadra modesta, che lotta per non retrocedere e perdi contro una favorita per il titolo? Eccoti la tua P45…..Perdi due partite su sei e stai facendo miracoli con una squadra piena di infortunati e la società non ha budget per comprarti altri giocatori? Licenziato!

Le pressioni maggiori ovviamente sono sul selezionatore della squadra nazionale, e quando Luiz Felipe Scolari è stato richiamato alla guida del Brasile lo scorso novembre, sapeva benissimo cosa aspettarsi.

Il Brasile ospiterà il Mondiale fra 18 mesi e l’ultima volta che ha ospitato la rassegna iridata (1950), non è che le cose siano andate molto bene. La sconfitta con l’Uruguay portò lacrime, suicidi, e ancora oggi si parla del Maracanazo, qualcosa che sconvolse il Paese.

Scolari ha ereditato una squadra che Mano Menezes stava comunque migliorando, non a sufficienza però per gli impazienti brasiliani, che non gli hanno perdonato di non aver portato a casa ne la Copa America ne l’Olimpiade. Scolari, a differenza di Menezes, ha un “marchio diverso”: quello del vincente. La conquista del Mondiale 2002 con la Selecao  è li sul suo curriculum, e nessuno può toglierla.

Bisogna vedere se però questo “marchio” basterà. L’amichevole di mercoledì scorso con l’Inghilterra ha evidenziato alcuni problemi della squadra brasiliana. La Selecao è apparsa disorganizzata e inefficace in attacco. Neymar soprattutto ha fatto scena muta, più preoccupato di fare il colpo ad effetto che non di fare il bene della squadra. Lo stesso gol brasiliano è apparso più una gentile concessione degli inglesi che non un vero e proprio merito dei ragazzi di Scolari.

Dando le attenuati del caso, visto che si trattava di un amichevole e molti brasiliani non erano al massimo della forma, non si capiscono alcune scelte di Scolari. Le convocazioni di Luis Fabiano e Ronaldinho ad esempio. Il primo è stato fermato agevolmente dal duo inglese Cahill-Smalling, mentre Ronaldinho non è più il giocatore che era, non più adatto per giocare a questi livelli. Questo ha sicuramente impedito a Neymar di esprimersi ai livelli che sa, non trovando, il giovane talento del Santos, una spalla reale su cui poter fare affidamento.

Dove sono però le alternative? Kakà ad esempio era stato provato da Menezes e l’esperimento era sembrato funzionare. Anche Hernanes è un’ arma in più per la Selecao e lo rivedremo, mentre Thiago Silva era fuori per infortunio. Ma a parte questi, non c’è molto su cui scegliere, le alternative non abbondano.

Questo è il reale problema del Brasile oggi. Ci sono alcuni giovani di assoluto talento che però non hanno esperienza internazionale. Ci sono poi alcuni “vecchi campioni” che non sono più ai loro livelli. E in mezzo a loro? Quasi nulla….C’è il rischio quindi che, se Scolari non si inventerà qualcosa nei prossimi mesi, altre lacrime potrebbero essere versate al Maracanà nell’estate 2014……