Serie B allo sprint finale. Ne parliamo con Dario Marcolin...


La Serie B si sta avviando alla fine, ancora tre giornate e saranno scritti i primi verdetti della stagione.

Prima di questi attimi decisivi, vogliamo sederci un attimo, e parlarne con Dario Marcolin, allenatore del Modena fino a qualche settimana fa, e ora sostituito da Novellino, che guiderà i Canarini fino alla fine della stagione:

U: Dario, partiamo subito dalla domanda che si fanno tutti in queste settimane: ma i playoff si faranno si o no? (Ricordiamo che per far si che ci siano i playoff non dovranno esserci 10 punti o più fra la terza e la quarta classificata a fine campionato)

M: In questo momento direi all’80% no e al 20% si. L’Empoli, al momento quarto, sta facendo la corsa da solo per “salvarli” ma il calendario non lo aiuta. L’ultima giornata ci sarà Verona-Empoli al Bentegodi e quel giorno potrebbero finire le speranze di tante squadre. Poi, ad essere sincero, per quello che hanno fatto finora, credo proprio che Livorno e Verona meritino di accompagnare il Sassuolo in Serie A.

U: Ecco il Sassuolo. Da allenatore del Modena l’hai visto molto da vicino. Lunedì prossimo, nel posticipo contro il Padova, potrebbe essere il grande giorno della conquista della Serie A. Ritieni che il Sassuolo sia la squadra più forte di questa Serie B?

M: Sicuramente è stata la più costante. Ha fatto bene per tutto il campionato e tatticamente è stata la squadra più accorta e intelligente. Mi spiego: il Sassuolo ha deciso di tenere in tutte le partite il baricentro molto alto, sempre all’interno della metà campo avversaria, così da esaltare le proprie qualità offensive e mascherare magari qualche pecca difensiva. I risultati gli hanno dato ragione e ora sono primi in classifica, con la miglior difesa e il miglior attacco.

U: Quale è stata la squadra più interessante dal punto di vista tattico?

M: Per quello che ho appena detto il Sassuolo ha mostrato qualcosa di nuovo, e qui va un plauso all’allenatore Di Francesco, che ha giocato un calcio offensivo, quasi “zemaniano” ma con più accortezza dal punto di vista difensivo. Poi mi è piaciuta la duttilità tattica del Livorno di Nicola, e anche il 4-2-3-1 che ha utilizzato Aglietti da quando è arrivato a Novara. Vorrei fare anche una piccola menzione al mio Modena, che ha giocato un 4-3-3 che, nella prima parte di stagione, ha guadagnato consensi e risultati.

U: Quale è stato secondo te il giocatore che ha impressionato di più quest’anno in Serie B?

M: Vorrei dire Ardemagni del Modena, perché l’ho avuto in squadra e ho visto le sue potenzialità, ma se devo indicarne uno che si è identificato perfettamente con la crescita della sua squadra, dico Berardi del Sassuolo. Domenico è un classe 1994, ma ha personalità da vendere. La sua maturazione è andata di pari passo con quella della sua squadra ed ora entrambi stanno raccogliendo i frutti di questa incredibile stagione. Si parla tanto di top player, ma se fossi il dirigente di una grande squadra, uno così non me lo farei sfuggire.