Silurato Allegri. Ora chi va sulla panchina del Milan?


Allegri silurato, anzi no, forse si. La lettera, inviata o non inviata ieri sera dal presidente del Milan Berlusconi ad Aldo Biscardi, in modo che venisse letta in diretta al Processo del lunedì, non ha fatto chiarezza sulla situazione della panchina del Milan,anzi, ha creato ancor più confusione. L’unica cosa certa è che Massimiliano Allegri non sarà più l’allenatore della squadra rossonera nella stagione 2013/14.

Ora però si apre il toto-panchina, anche perché i nomi in ballo- salvo clamorose sorprese dell’ultima ora- non entusiasmano la tifoseria. Proviamo a dare un’occhiata alle possibili alternative ad Allegri:

Clarence Seedorf

Il più carismatico del lotto, il problema però è che…non è un allenatore. O almeno, non ancora. Clarence sta ancora giocando in Brasile con il Botafogo- ha ancora un anno di contratto- e sta seguendo un corso per allenatori online, organizzato dalla KNVB, la federazione olandese. Addirittura pare che il corso sia riconosciuto dalla FIFA ma non dalla FIGC e questo dovrebbe far sorgere qualche domanda ai dirigenti del nostro calcio. Seedorf è sempre stato un trascinatore, un leader, uno che si è sempre preso le sue responsabilità e non si è mai tirato indietro di fronte alle difficoltà. In più, pare che Berlusconi gli abbia promesso la panchina del Milan e già quando venne fatta l’offerta, l’olandese pareva esserne interessato. Sempre gli spifferi però, ci dicono che Seedorf non si è lasciato benissimo con l’ambiente Milan, soprattutto con qualche giocatore ancora in rosa  e con qualche dirigente, ancora in organico.

Filippo Inzaghi

E’ l’altro nome caldo e Pippo non si tirerebbe certo indietro. Da quest’anno sta allenando gli Allievi nazionali del Milan- che ha portato alle Final Eight- e l’anno prossimo dovrebbe essere promosso in Primavera, a meno che a questo punto, non faccia il salto più lungo della gamba, approdando direttamente alla prima squadra. L’Inzaghi della panchina è molto simile a quello che si è sempre visto in campo. Sempre attento, concentrato, iper-professionale, attento ai dettagli e sempre l’ultimo a lasciare il campo dopo l’allenamento. Uno che vuole vincere, possibilmente sempre e fa di tutto per poter arrivare alla vittoria. Un tipo alla Conte, per intenderci. Uno che quindi deve piacere per forza a Berlusconi. Come nota negativa, la scarsa esperienza, visto che quest’anno è alla sua prima panchina- di una squadra di giovani- e non ha nessun’altra esperienza come allenatore. Probabilmente avrebbe bisogno di maggior rodaggio, ma si sa che al presidente rossonero, sono queste le sfide che più lo intrigano.

Roberto Donadoni

Donadoni è un allenatore fatto e finito, con esperienze a Livorno e Parma, e soprattutto il biennio fatto con la Nazionale del post-Lippi (2006-08). Sa già come si sta in panchina e conosce la Serie A anche come allenatore. Non sembra però riscuotere pieni consensi per la sua mancanza di carisma, o quantomeno per il fatto di essere poco mediatico. A Donadoni piace lavorare lontano dai riflettori, non ama le polemiche e non ama troppo apparire in televisione o suoi giornali. Come gli altri candidati, è stato un grande campione del Milan vincente con Sacchi prima e Capello poi.

Marco van Basten

Quello di van Basten sarebbe il progetto più intrigante, ma anche quello più rischioso. Marco ha esperienze sia a livello di nazionali (ha allenato gli Oranje ai Mondiali del 2006-fuori agli ottavi di finale e all’Europeo 2008, eliminato ai quarti dalla Russia, dopo un girone eliminatorio giocato in maniera spettacolare) dove ha avuto alterne fortune e a livello di club, dove finora non ha convinto. All’Ajax ha mancato in maniera clamorosa la qualificazione in Champions League, mentre in questa stagione sulla panchina dell’Heerenveen è partito molto male- anche perché la dirigenza gli aveva venduto durante l’estate mezza squadra- ma poi ha saputo riprendersi, portando la squadra a disputarsi i playoff per l’Europa League ( eliminati però con due sconfitte dall’Utrecht). L’ex cannoniere rossonero a volte ha mostrato idee tattiche interessanti, ma spesso non ha dimostrato di sapere leggere bene le partite e in più di un’occasione ha avuto problemi nella gestione dello spogliatoio. Tutti i tifosi rossoneri hanno ancora negli occhi le prodezze sul campo del “cigno di Utrecht”, ora bisognerà capire, se van Basten è pronto a ripeterle anche dalla panchina.