Van Basten può essere l'uomo giusto per la panchina del Milan?


Marco Van Basten è stato riavvicinato al Milan. Dopo gli ammiccamenti che c’erano stati dopo l’addio di Ancelotti alla panchina rossonera e quelli dello scorso novembre, nel periodo peggiore dell’era Allegri, l’ex attaccante del Milan è tornato a parlare dell’argomento a Sky Sport, dicendo che sta lavorando per poter un giorno sedere sulla panchina di San Siro.

Dobbiamo dare atto a Marco di aver detto di non essere ancora pronto, di voler ancora studiare e lavorare “in provincia”, prima di arrivare su una panchina tanto prestigiosa quanto difficile. Però, quello che vogliamo chiederci, è se Marco Van Basten può, o potrà, essere l’allenatore giusto per i rossoneri.

La sua carriera di allenatore è appena agli inizi e finora l’esperienza più importante è stata quella con la nazionale olandese guidata dall’ex attaccante più forte del mondo fra il 2004 e il 2008. Il lavoro fatto con gli oranje non può essere giudicato in modo negativo, però potremmo definirlo incompiuto. Si, perché Van Basten è andato molto bene nelle qualificazioni e nei gironi finali sia di Germania 2006 che di Svizzera-Austria 2008- soprattutto all’Europeo la sua Olanda ha fatto benissimo nel girone contro Italia, Francia e Romania, per poi crollare però davanti al primo scoglio, sempre in corrispondenza della prima partita ad eliminazione diretta. Contro il Portogallo al Mondiale tedesco, e contro la Russia di Hiddink all’Euro 2008. Qui forse entriamo già in una delle problematiche su cui Van Basten starà sicuramente lavorando, cioè la capacità di gestione del gruppo, l’aspetto motivazionale, la capacità di alzare e abbassare la tensione nelle fasi finali di un torneo. Marco è sembrato non avere la giusta capacità di affrontare questi aspetti e anche la gestione del gruppo, almeno nei momenti più caldi, non è stata ottimale.

Le cose forse sono andate- o stanno andando- peggio nelle squadre di club. All’Ajax fu un mezzo fallimento. Non qualificò la squadra per la Champions e si trovò a scontrarsi con diverse problematiche all’interno dello spogliatoio. Non sta andando meglio all’Heerenveen, preso quest’anno e per ora in quint’ultima posizione in Eredivisie. Chiaro che qui però Marco ha delle attenuanti forti. Innanzitutto la società, rispetto alla scorsa stagione quando l’allenatore era Ron Jans, gli ha tolto 50 gol….cioè quelli messi assieme nella stagione 2011/12 da Bas Dost (32) ceduto al Wolfsburg, Luciano Narsingh (8), quest’anno al PSV e Oussama Assaidi (10) in questa stagione a scaldare la panchina del Liverpool. Una squadra poi, che al di la del trio d’attacco è stata smantellata, ma forse Van Basten è stato chiamato proprio per questo, per provare a rilanciarsi costruendo sopra le macerie.

La nomea del neo allenatore dell’Heerenveen rimane comunque buona, probabilmente più per l’enorme giocatore che è stato e per la sfortuna che ha avuto in carriera sul campo, che non per quanto fatto vedere finora in panchina.

Altro punto a suo favore, qualora approdasse dalle parti di Milanello, sarebbe sicuramente la benevolenza di Berlusconi e dell’intero popolo rossonero, che ancora ricorda le lacrime versate in quell’ultimo giro di campo fatto a San Siro prima di un Trofeo Berlusconi nell’estate 1995.

Tatticamente invece cosa potrebbe dare? O come potrebbe cambiare il Milan con Van Basten?

Innanzitutto stiamo parlando di un prodotto dell’Ajax, uno cresciuto a pane e 4-3-3 e anche dove sta allenando ora, all’Heerenveen, il 4-3-3 è un mantra e, visto che come da tradizione nazionale l’ha mantenuto anche con gli oranje , difficilmente lo abbandonerà. Il suo 4-3-3 però, come da tradizione olandese, è molto diverso da quello attuale di Allegri. Più offensivo, con una punta centrale e due ali, ma soprattutto con un centrocampo dove il playmaker ha un ruolo molto offensivo, quasi da trequartista. Un ruolo occupato ora all’Heerenveen da Djuricic, regista si, ma con compiti di costruzione e finalizzazione.

Quindi nel Milan attuale se il tridente d’attacco potrebbe funzionare anche con gli uomini che già ci sono – visto che El Shaarawy e Niang giocano molto larghi, con un ruolo sia offensivo che difensivo – il centrocampo andrebbe rivisto. Non però con uno come Strootman, il centrocampista del PSV seguito dai rossoneri ma più simile nelle caratteristiche a Van Bommel, ma con un giocatore più simile al serbo dell’Heerenveen  - se non proprio con lui – in grado di giocare a ridosso delle punte. Djuricic potrebbe avere un ruolo da regista basso, con la libertà di avanzare in fase di possesso.  In difesa la linea a quattro non verrebbe abbandonata, ma i laterali ovviamente dovrebbero essere molto offensivi, in grado comunque di fare entrambe le fasi durante la partita.

In generale, mentre ora il Milan aspetta basso le squadre avversarie per poi ripartire lanciando i tre davanti, con Van Basten dovrebbe essere più propositivo, più costruttivo, più in grado di “fare” la partita che non “subirla”.

Solo ipotesi per ora. In attesa di sapere se Allegri rinnoverà e se Marco nel frattempo avrà finito i suoi studi di maturità.