E' Juve-Napoli con l'incognita Balo


Sembrava tutto scritto. Balotelli torna a Milano- sponda rossonera- dovrebbe partire dalla panchina ma Pazzini si infortuna nel riscaldamento, così l’ex Manchester City va in campo, e dopo 35 secondi sfiora l’esordio da sogno. Che comunque arriva, grazie al primo gol in maglia rossonera – assist di El Shaarawy – e a un rigore generoso (inventato) accordato dall’arbitro Valeri, che permette a Balotelli di fare doppietta, esaltare la squadra e trascinarla al 4° posto.

Balotelli non solo segna, ma porta una ventata di entusiasmo in tutto il Milan, che corre e pressa come non mai, almeno per la prima ora di gioco. I ragazzi di Allegri aspettano l’Udinese molto bassi, pronti a ripartire in avanti con il ribattezzato “tridente delle creste”: El Shharawy, Niang e Balotelli. Nel primo tempo, l’Udinese soffre terribilmente le ripartenze del Milan, mentre nel secondo Allan riesce a trovare la posizione davanti alla difesa, dando vita all’azione di rilancio. I friulani trovano il pareggio in maniera abbastanza casuale- e con l’unico tiro in porta della serata- ma poi contengono bene il Milan, piazzando qualche contropiede che mette in difficoltà la sempre traballante difesa di casa. A tempo scaduto è ancora Balotelli ad innescare El Shaarawy, che viene contrastato in area da Heurtaux, che tocca la palla prima di travolgere il Faraone, ma l’arbitro si assume la responsabilità- sbagliando- di indicare il dischetto. Balotelli segna, e porta il Milan a pari punti con l’Inter.

Se quindi la Milano rossonera vive una giornata da sogno, quella nerazzurra ne vive una da incubo. Gli uomini di Stramaccioni perdono a Siena (1-3) e vengono travolti sul piano della corsa e della convinzione dai toscani, che da ieri non sono più solitari all’ultimo posto in classifica. I nerazzurri perdono l’ennesima trasferta, si allontanano ormai definitivamente dalla vetta e si fanno raggiungere dal Milan ( impensabile solo 11 giornate fa, quando gli Stramaccioni boys avevano 13 punti di vantaggio sui cugini). Urgono soluzione nel più breve tempo possibile. Stramaccioni qualcosa dovrà inventarsi, anche perché dal mercato non è arrivata la possibile soluzione ai problemi- o almeno a qualcuno di questi.

Per motivi opposti quindi, le milanesi per una domenica rubano la scena al duo di testa. Il Napoli sabato sera si è confermato la reale avversaria della Juventus. Giocare contro il Catania non è mai facile ( e anche i partenopei se ne erano accorti nelle ultime stagioni) ma la vittoria per 2-0 è netta, al di la di qualche favoritismo arbitrale. Ieri però, nell’anticipo dell’ora di pranzo, i bianconeri di Conte hanno risposto per le rime. La vittoria a Verona con il Chievo ( 2-1) va al di la del risultato, sia per le assenze che avevano i bianconeri, sia per la dimostrazione di personalità e forza che la Juve ha dato ieri a Verona. In vantaggio  dopo pochi minuti grazie a un gran gol di Matri, gli juventini hanno sfiorato il raddoppio più volte, per poi trovarlo grazie a una magia di Giovinco che ha mandato in gol Lichsteiner. Nella ripresa i clivensi hanno accorciato subito le distanze con Thereau, ma è qui che è uscita la grande forza della Juve. I ragazzi di Conte- ieri in tribuna sostituito in panchina dal fido Alessio- si sono compattati ancor di più, non rischiando nulla e non concedendo una singola occasione al Chievo per pareggiare. Queste sono vittorie da grande squadra.

Le due romane sono in caduta libera. Più la Roma ovviamente, che viene travolta nell’anticipo di venerdì dal Cagliari (2-4) e il giorno dopo esonera Zeman, facendo crollare tutto il progetto impostato in estate con il boemo. Per il momento toccherà ad Andreazzoli cercare di salvare il salvabile. I biancazzurri invece, nonostante la sconfitta di Genova, mantengono il terzo posto, ma sembrano un po’ come quel ciclista che dopo una lunga fuga si trova a respirare a bocca aperta, paonazzo, continuando a girarsi indietro per vedere a che punto sono gli avversari. Dopo la sconfitta in casa con il Chievo, i laziali riescono a rimontare il doppio svantaggio subito dal Genoa, per poi crollare in pieno recupero per un gol del neoacquisto genoano Rigoni.

La Fiorentina, grazie ai ritrovati Toni-Jovetic, torna alla vittoria (2-0 al Parma) e rimane pienamente in corsa per le posizioni europee. Nella zona calda invece vincono praticamente tutte, tranne il Palermo che crolla in casa contro l’Atalanta (1-2), sprofonda all’ultimo posto e oggi si prepara al cambio in panchina – Marino e Malesani in pole position per sostituire Gasperini. Pescara Bologna 2-3, è un festival di gol e di rigori ( c’erano probabilmente tutti anche se nessuno in maniera davvero netta), mentre Torino-Sampdoria 0-0, giocata nell’anticipo di sabato alle 18, è il festival della noia. Due squadre tranquille e contente che decidono di non farsi troppo male.

Domenica il campionato comincia ad infiammarsi: Juventus-Fiorentina e Lazio-Napoli al sabato ( scudetto e zona Champions) e Palermo-Pescara e Bologna-Siena alla domenica ( zona salvezza). Non siamo ancora al” da ora in avanti sono tutte finali” ma ci sarà già da divertirsi……