Sochi 2014: La Russia alla caccia del suo "miracle on ice"


Dopo il ritiro del pattinatore Plushenko, che ha aperto i telegiornali russi di qualche giorno fa, oggi la Russia si ferma ancora, per quella che è la partita più attesa, nello sport più atteso, la sfida che non si può perdere.

Oggi alle 13.30 italiane, i padroni di casa scendono in campo contro gli Stati Uniti per una partita del girone eliminatorio- che poi alla fine non eliminerà comunque nessuno- del torneo maschile di hockey su ghiaccio.

Ok, la Guerra Fredda è finita tempo fa, ma l'attesa in patria è spasmodica, perchè nient'altro che l'oro nell'hockey potrebbe andar bene a Vladimir Putin e a tutto il popolo russo, e soprattutto non si può perdere in casa contro gli americani, gli "ex" e forse anche futuri nemici.

Negli occhi di tutti gli statunitensi, e degli appassionati di hockey e belle storie in generale, c'è ancora la mitica finale di Lake Placid del 1980, quando nell'ultimo atto del torneo di hockey su ghiaccio, i giovani universitari americani batterono la fortissima Unione Sovietica del tempo- una delle più famose squadre sovietiche composte da "dilettanti di Stato"- per 4-3 e mandò in visibilio un intero Paese. Per il popolo russo, da sempre appassionato di hockey a differenza delle altre Repubbliche ex sovietiche che hanno sempre snobbato questo sport, fu uno shock nazionale, mentre gli statunitensi, nella più classica interpretazione hollywoodiana, nel 2004 ci fecero un film: "Miracle on ice".

Oggi il miracolo lo cercano i russi, anche se non sarebbe un miracolo, perchè i padroni di casa partono favoriti e hanno in Alex Ovechkin il loro leader. Un campione che, come tanti suoi connazionali, gioca per i WashingtonCapitals nella NHL ed è anche per questo che sul ghiacchio, ma anche fuori, il clima sarà molto diverso da quello degli anni Ottanta.

Il capitano deli USA, Zach Parise, ha infatti dichiarato al New York Times:" non pensiamo più a loro come ai cattivi russi. Giochiamo assieme a loro per quasi tutto l'anno, sono nostri compagni di squadra durante la NHL".

Vladimir Putin è stato chiaro, vuole quell'oro che manca dal 1992 ad Albertville, quando una squadra che nno era più l'URSS ma non ancora la Russia, bettè prima in semifinale gli Stati Uniti e poi in finale il Canada. Da allora, solo delusioni. Lillehammer, Nagano, Salt Lake City, Torino e Vancouver. Tutte le stazioni di un lungo calvario per la squadra russa di hockey.

Oggi qualcosa dovrà cambiare, o almeno questa è la speranza di tutto il pubblico del Bolshoi Ice Dome.

USA 2.80, pareggio 4.85, Russia 2.00

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