Il calcio sta diventando una cosa per idioti



Prima che il calcio si dissolva in un sentimentalismo infantile associato alla psicopatia, è tempo forse di iniziare a vedere i segnali che ci stanno portando a questo. Il calcio innanzitutto sta diventando folle. Certi segnali sono così seri che sono sotto gli occhi di tutti: le sciarpe a metà di una squadra e a metà di un’altra “ le half-and-half scarves”, uomini adulti che vestono tutine tipo Teletubbies o rappresentanti animali o supereroi durante le partite, e questa è solo la punta dell’iceberg. Se vedete persone che compiono questi crimini, beh  è il momento di darsi una mossa e fare qualcosa.

Ci sono altri esempi di idiozia. Ora le persone sono così ossessionate dai tablets e dagli smartphone che non riescono mai a separarsi da questi oggetti. Non è strano oggigiorno vedere un tifoso che passa tutti i 90 minuti della partita allo stadio a filmare il match con la sua IPad. Questa persona ha speso 62 sterline per vedere la partita, e la sua preoccupazione maggiore è uplodare il prima possibile-possibilmente prima degli altri- le immagini della partita su Youtube. Il calcio non è più un’esperienza nella quale l’importante era “esserci e godersi lo spettacolo” ma è diventato più importante far sapere alle altre persone, ai nostri amici, conoscenti e a tutto il mondo che noi siamo li a vederla. La cosa è ancora più evidente se prendiamo ad esempio i giornalisti sportivi. Quelli del calcio soprattutto, che fanno un utilizzo smisurato di Twitter, diventando però le persone più pompose e banali del mondo, volendo far sapere al mondo cosa stanno mangiando allo stadio, cosa bevono, qual’è la qualità della loro connessione wi-fi, neanche fossero dei membri dei Jackson Five!

I tablets però, non sono la cosa più terribile che si vede sugli spalti. Ce ne sono almeno altre due che sono peggio. La prima sono le sciarpe metà e metà, le famose “half-and-half scarves” in inglese. Certo I cori sulla tragedia di Monaco e su Hillsborough rovinano le partite non c’è dubbio. Ma oltre a quelle schifezze c’è “un odio” fra tifoserie bello da vedere e vivere. Le sciarpe a metà non si possono vedere. Pensiamo a una sciarpa di questo tipo in una partita fra AFC Wimbledon e MK Dons……

Più di tutti però, un’altra cosa inguardabile: gli uomini che vestono quelle tutine idiote. Ok, oggigiorno è genericamente accettato vestirsi come deficienti. I tifosi di calcio però, non hanno che da rimproverare se stessi per questo. Qui non vogliamo fare certo una celebrazione dell’hooliganismo, ma solo dieci anni fa uomini vestiti come i Teletubbies avrebbero sicuramente avuto paura a conciarsi così per entrare allo stadio. Questo non è certo un appello per un ritorno dell’hooliganismo, ma è un appello per un ritorno alla “normalità” e alla decenza dentro lo stadio.

C’è una cosa però che unisce calciatori, giornalisti e tifosi in un unico simbolo di vergogna: la non esultanza dei giocatori quando segnano contro le loro ex squadre. In passato era comunemente accettato non vedere esultare un giocatore che magari aveva avuto un rapporto speciale con quel club, magari ci aveva giocato per un sacco di anni, ed era accettato e comprensibile anche da parte dei tifosi. Certo, magari anche oggi non ti aspetti che Joe Cole esulti in caso di gol contro il West Ham ad Upton Park. La cosa vale anche per Cristiano Ronaldo, se il prossimo mese dovesse infilare il Manchester United, sia per il rapporto che ancora c’è con i suoi ex tifosi, sia per il rapporto con Sir Alex Ferguson. Ma spiegatemi perché uno come Shaun Wright Phillips- che ha giocato poco tempo e in maniera neanche molto soddisfacente per il Chelsea- non ha esultato per aver segnato un gol decisivo per il QPR a Stamford Bridge!

SWP non ha deciso di non esultare per qualche stato emozionale particolare. No, ma solo perché voleva dirci” Ehi, io sono Shaun Wrigth Phillips ed ho appena segnato un gol di importanza vitale per la mia squadra, che potrebbe aiutarci ad evitare la retrocessione, contro un club nel quale ho giocato poco, ma è un club importante, con un sacco di soldi e non ho esultato perché ho un mio particolare concetto di “rispetto”, quello che si aspettano anche i media, e così ho deciso di non alzare le braccia al cielo”.

E comunque è colpa nostra se lasciamo indossare tutine idiote ai tifosi allo stadio.