Il nuovo Newcastle "alla francese"


Dopo che il Newcastle ha raggiunto il punto più basso della sua stagione- la sconfitta casalinga per 2-1 con il Reading- Alan Pardew è finalmente riuscito a convincere I suoi dirigenti a mettere mano al portafogli e spendere i 17 milioni di sterline necessari per rafforzare la squadra.

Gli acquisti fatti sono stati quelli di Debuchy, Yanga-Mbiwa, Moussa Sissoko, Gouffran e Haidara e la cosa che salta subito all’occhio è che tutti questi giocatori arrivano da un unico mercato, quello francese.

La Ligue 1 sembra essere ormai il mercato di riferimento per il Newcastle. La scorsa stagione l’acquisto più importante dei Magpies fu quello di Cabaye, arrivato per 4 milioni di sterline e affermatosi poi come uno dei migliori centrocampisti centrali della Premier League. Ora costa cinque o sei volte di più, e per il Newcastle è stato sicuramente un affare. La stessa cosa può essere detta per Ben Arfa che, arrivato in prestito, è stato poi confermato. Molti club d’altronde stanno ormai adottando la strategia di comprare talenti non ancora affermati per poi imporli alla ribalta. Il progetto non pare essere riuscito a Liverpool e Aston Villa, ma a Newcastle pare funzionare.

Molto del merito va dato al sistema di scouting del Newcastle e al loro capo degli osservatori, Graham Carr. Molti tifosi hanno iniziato ad andare allo stadio indossando berretti alla francese con collane di aglio al collo ( gli inglesi i loro vicini oltremare  li vedono così…..), per sottolineare ormai l’affinità con il Paese al di la della Manica, ma il vero successo del Newcastle non è l’acquistare giocatori in Francia, ma è il NON acquistarli in Inghilterra.

Per gli stessi soldi che hanno permesso ai Magpies di acquistare cinque francesi, sul mercato interno Alan Pardew al massimo si sarebbe potuto permettere Wifried Zaha, un 20enne di prospettiva che però non ha ancora mostrato nulla. Sicuramente un club come il Manchester United direbbe che Zaha è un investimento per il futuro, e che sicuramente il prezzo è salito dopo quell’unica convocazione in nazionale. Ma il prezzo dei cosiddetti “talenti locali” è cresciuto enormemente negli ultimi anni.

Jordan Henderson si è messo in mostra a Sunderland come un buon giocatore, ma non ancora finito e il Liverpool si è presentato subito con 20 milioni di sterline. Nel 2006 Walcott era ancora un talento in erba, ma l’Arsenal spese 10 milioni di sterline. Carroll ha mostrato alcune buone cose per un po’ di mesi e poi….beh sappiamo come è andata a finire.

Gli inglesi sono ormai così ossessionati nella ricerca del nuovo talento che ormai un giocatore non lo si compra più per le reali capacità, me per quello che potrebbe fare in prospettiva. E i prezzi riflettono ormai le attese non più il valore reale!

Sissoko (left) has impressed on Tyneside.





Indubbiamente il miglior acquisto di gennaio per il Newcastle è stato quello di Moussa Sissoko. E’ un nazionale francese che possiede una tecnica fantastica, ha il cervello di otto leoni e la forza di dieci! Ed è costato ai Magpies solo due milioni di sterline. In più non è stato acquistato su Marte, ma nel campionato più vicino anche geograficamente all’Inghilterra.

Cabaye, Yanga-Mbywa e Debuchy tra l’altro, arrivano da squadre campioni di Francia negli ultimi due anni. Tiotè e Anita dagli ultimi due campioni d’Olanda. Santon è stato preso dall’Inter, mentre Papiss Cissè è stato capocannoniere con il Friburgo.

In due mesi il Newcastle è passato da essere una squadra in lotta per la  retrocessione a un team con un motore da Formula 1, con prospettive assolutamente migliori per il resto della stagione. Il tutto è stato fatto rispettando il budget, e sfruttando una politica di scouting all’avanguardia. Ora, con il fairplay finanziario ormai prossimo ad entrare in vigore, o si farà così, o bisognerà dire un au revoir alle squadre che non vorranno adattarsi alla nuova realtà.