Il romano che amava Zeman e ora vuole conquistare Milano


Dopo che nella scorsa stagione l’Inter, in preda alla frenesia di trovare il nuovo Mourinho, aveva gia’ “bruciato” due allenatori come Gasperini e Ranieri, e’ arrivato questo giovane allenatore romano, non ancora quarantenne che, dopo aver allenato nelle giovanili della Roma, e’ passato ai nerazzurri, vincendo con la squadra Primavera le Next Generation Series ai rigori contro i giovani fenomeni dell’Ajax.

L’Inter doveva in qualche modo salvare la stagione e Stramaccioni si presento’ in maniera folle, vincendo a San Siro contro il Genoa per 5 a 4, una partita piena di speranze per i nerazzurri, ma anche costellata di errori grossolani da parte di entrambe le squadre. A Stramaccioni venne quindi assegnata la “mission impossible” di ottenere un posto nella Chmpions League di questa stagione, impresa sicuramente non facile, visto che l’Inter aveva davanti parecchie squadre quando il giovane tecnico romano ha assunto l’incarico alla Pinetina.

Piano piano però, il neo-tecnico nerazzurro è riuscito ad affermarsi, a convincere la vecchia guardia plurivittoriosa con Josè Mourinho- Cambiasso, Zanetti, Samuel, Stankovic, etc- a seguirlo, a seguire il suo metodo di gioco e le sue idee tattiche.

Alla fine la zona Champions è sfumata all’ultima giornata, ma Stramaccioni si è tolto la soddisfazione di battere il Milan nel derby di ritorno e togliergli così ogni possibilità di conquistare lo scudetto.

 

Andrea Stramaccioni non ha avuto fortuna come calciatore. Nella stagione 2004/05, giocando da promettente difensore nelle giovanili del Bologna, si procurò un  grave infortunio al ginocchio, che compromise del tutto la sua carriera in campo.

In quel periodo tra l’altro, il giovane Andrea continuava a seguire la sua squadra del cuore, la Roma, facendo la spola tutte le domeniche fra Bologna e Roma, direzione stadio Olimpico per tifare la sua “Magica”.

L’inizio della carriera di allenatore è stato proprio alla guida delle giovanili giallorosse e quattro anni fa Stramaccioni, di ritorno da Belgrado dove i suoi giovani avevano partecipato ad un torneo giovanile, incontrò Zdenek Zeman, che in quel periodo allenava il Partizan, l’allenatore che Andrea ha sempre ammirato e stimato più di tutti, quello che più l’ha fatto divertire ogni volta che andava all’Olimpico a vedere la sua squadra del cuore.

In quella occasione Stramaccioni chiese al boemo:” mister, ma quando scriverà un libro di tattica per noi giovani allenatori?” Il boemo, con tutta la sua flemma rispose:” vedi, ho intenzione di allenare ancora per molti anni, quindi non voglio dare nessun tipo di vantaggio a dei miei possibili avversari”.

 

I due si sono poi ritrovati all’inizio di questo campionato, a San Siro, con la Roma zemaniana strabordante, vittoriosa per 3 a 1 grazie a un superbo Totti e a una vera e propria lezione tattica data da Zeman al nuovo allenatore dell’Inter.

Quest’anno i nerazzurri sono stati finora altalenanti, in qualche occasione sublimi, come quella notte di novembre a Torino, quando l’Inter ha espugnato lo Juventus Stadium con un perentorio 3 a 1- prima e finora unica squadra ad aver vinto in casa dei campioni d’Italia in carica da quando il nuovo stadio ha aperto i cancelli per la prima volta nell’agosto 2011. Oppure anche nelle serate in cui gli uomini di Stramaccioni hanno battuto Napoli e Fiorentina, non dando spettacolo forse, ma mostrando un calcio essenziale e estremamente redditizio.

Altre volte però, l’Inter è incorsa in topiche clamorose, che stanno in parte compromettendo il bel campionato fatto finora. Si può annoverare la sconfitta a Bergamo con l’Atalanta- arrivata la settimana dopo dell’impresa di Torino- i pareggi casalinghi con Cagliari e Genoa e la sconfitta a Parma, dove forse abbiamo visto la peggior Inter della stagione.

Stramaccioni non sembra aver ancora trovato la quadratura del cerchio. L’Inter infatti, è l’unica squadra di vertice a non aver ancora un gioco ben definito e vive molto di più sull’estro dei suoi campioni.

L’allenatore romano sembra aver trovato certezze in difesa, dove Samuel, Ranocchia e Juan Jesus sono ormai i titolari fissi davanti ad Handanovic, mentre a centrocampo a volte si alternano quattro o cinque uomini, dipendendo molto dalle posizioni in campo di Cassano e Palacio, quando vengono schierati. Il reparto centrale è quello dove manca anche più qualità, servirebbe un uomo d’ordine, qualcuno che faccia “girare il gioco”.

Trovandosi a nove punti dalla Juve sarà difficile arrivare allo scudetto, ma questa Inter e questo allenatore di sicuro, hanno ampi margini di miglioramento.