Sarà Rocchi il vice Milito?


Se ne parla dall’inizio della stagione: ottima Inter, ma con gli uomini contati e soprattutto, se si dovesse fermare Milito, non c’è nessuno in rosa che per caratteristiche tecnico-tattiche, può dare il cambio all’argentino.

 

In effetti quest’anno Stramaccioni ha giocato, anche se poco, con il tridente formato da Cassano, Milito e Palacio, e più spesso con l’eroe di Madrid 2010 come unica punta, affiancata a turno dagli altri due, o in alcuni casi anche con Cassano in un ruolo da simil trequartista. Nessuno però in grado di far rifiatare Milito, se non il giovane Livaja in Europa League, dove tra l’altro ha ben figurato e ha messo in mostra tute le sue qualità realizzative.

 

Così, il primo acquisto del mercato invernale ad attraversare i cancelli di Appiano Gentile, è stato Tommaso Rocchi, veneziano trentacinquenne, da una vita ormai alla Lazio, dove è stato capitano negli ultimi quattro anni.

Rocchi non si aspettava un’ultima possibilità in una squadra così importante, e si è detto lui stesso il primo ad essere sorpreso. Il rapporto con la Lazio si era ormai deteriorato, e spazi nella squadra di Petkovic non ce n’erano più ( a dir la verità non ce ne sono mai stati in questa stagione).

Rocchi arriva all’Inter con un curriculum importante alle spalle, e con l’etichetta del “vice-Milito”, colui cioè, che dovrà garantire al puntero argentino, la possibilità di arrivare integro ed efficiente a fine stagione.

Stramaccioni l’ha fortemente voluto, perché l’ex laziale è bravissimo ad attaccare gli spazi, e ciò potrebbe essere fondamentale in una squadra brava nelle ripartenze come quella nerazzurra.

 

Rocchi, che tra l’altro è già ad Appiano che si sta allenando con i compagni, arriva a Milano con un obiettivo importante davanti a se, un traguardo che sembra a portata di mano ma che sfugge dallo scorso febbraio. Tommaso infatti è arrivato a 99 gol in Serie A, manca quindi una sola rete per raggiungere il prestigioso traguardo delle 100 segnature e l’ex laziale vuole raggiungerlo al più presto, in modo anche da dar subito una mano ai nuovi compagni nerazzurri.

 

La carriera di Rocchi finora, è stato un vero e proprio Giro d’Italia. Ha iniziato nell’ormai lontano 1994 nelle giovanili della Juventus, per poi passare un anno alla Pro Patria in C2. Dopo Busto, Fermana, Saronno, Como, Treviso, Empoli- dove ha vissuto una delle esperienze più importanti esordendo anche in Serie A in Como-Empoli 0-2 il 14-09-2002- e poi i nove anni alla Lazio, che finora hanno contraddistinto la sua carriera.

 

Stramaccioni lo ha scelto anche come uomo per il gruppo, visto che è uno dei giocatori che sanno fare spogliatoio, tantè che alla Lazio a decidere di nominarlo capitano non sono stati ne il presidente ne gli allenatori che si sono via via succeduti negli anni, ma i suoi stessi compagni, che hanno individuato in Tommaso l’uomo più adatto per quel ruolo.

 

L’Inter non era l’unica squadra a corteggiarlo, visto che si erano fatti avanti anche con un contratto economicamente molto interessante dagli Emirati Arabi, ma Rocchi ha preferito la nebbia e il freddo di Milano, sicuro di potersi ancora giocare la sua possibilità per rimanere nel calcio che conta.