Tanta Italia sotto la Tour Eiffel


Qualche giornalista francese ha definito il Paris Saint Germain la 21° squadra della Serie A. Come dargli torto, considerando che i parigini spendono e spandono come da tipica tradizione italiana prima della crisi e nelle loro fila contano diversi giocatori del Belpaese, o comunque che hanno avuto un passato nel campionato italiano.

I parigini non si sono mai riconosciuti totalmente nel PSG, nato solo nel 1970 nella zona di Saint Germain en Laye ( da non confondere con quel Saint Germain del quartiere latino, tanto decantato da Sartre fra gli altri). Lo stesso presidente Hollande dice di tifare per il piccolo Red Star nella capitale, mentre altri ritengono che sia il Paris FC- attualmente nel National, la terza divisione- la vera anima della capitale di Francia.

Meno “parigino”, il PSG lo è sicuramente dal 2011, da quando lo sceicco Nasser El-Khelaifi ha comprato il club, con l’intenzione dichiarata di portarlo ai vertici d’Europa. El-Khelaifi, 39enne, ha lavorato in passato come direttore dei servizi sportivi di Al Jazeera ed oggi è azionista di maggioranza della Qatar Investment Authority.

L’idea quindi era quella di fare un grande club da subito, e da qui l’investimento di parecchi denari per l’acquisizione di personaggi vincenti nel mondo del calcio. Partendo dal direttore sportivo, Leonardo, ex allenatore di Milan e Inter, ma soprattutto persona molto intelligente e uomo immagine perfetto per la nuova proprietà. Poi l’allenatore, Carlo Ancelotti, con un curriculum che riporta due Champions League vinte sulla panchina rossonera, arrivato nel gennaio 2012 in sostituzione di Antoine Kombouarè, che fino a Natale era comunque in testa alla Ligue 1. Poi una serie di giocatori che rappresentano il top in Europa e nel mondo. Thiago Motta dall’Inter, Menez dalla Roma, Pastore e Sirigu dal Palermo, arrivati già nella stagione 2011/12, mentre la scorsa estate sono stati fatti scoppiare i veri e propri fuochi d’artificio. Ibrahimovic e Thiago Silva presi da un Milan lasciato quasi moribondo, Verratti acquistato dal Pescara ( 18 milioni per l’acquisto più 10 in cinque anni al giocatore) a cifre tali che le squadre italiane non possono più permettersi, soprattutto per un Under21. E poi ancora Lavezzi dal Napoli, e qualche giorno fa il brasiliano Lucas Moura, strappato al Sao Paulo, ma soprattutto all’Inter, che da tempo aveva manifestato interesse per il giocatore, ma non può certo competere sul mercato con l’attuale PSG.

 

Le cose però sul campo, non sembrano andare come programmato dallo sceicco, che sembra sempre più nervoso e sempre meno convinto di proseguire con Ancelotti come allenatore.

Nella scorsa stagione il PSG è stato lungamente in testa, ma alla fine si è fatto scavalcare dal Montpellier, squadra di provincia, con un budget neanche lontanamente paragonabile ai capitolini.

In questa stagione, i parigini sono partiti con l’intenzione di spaccare il mondo e soprattutto di vincere in scioltezza una Ligue 1 dove ad agosto non si trovava un concorrente credibile per Ibra e compagni.

Arrivati però a gennaio il PSG stenta, sta lottando per il primato con le rivali storiche, Lione e Marsiglia, ma non sta certo dominando il campionato. Nell’ultima uscita-la prima del nuovo anno- non è andato al di la di uno 0-0 casalingo con il piccolo Ajaccio. Thiago Motta è stato espulso alla fine del primo tempo, i corsi si sono difesi in maniera ordinata e attenta e Ibrahimovic non è riuscito da solo a fare la differenza.

In Champions i parigini hanno concluso in testa il loro girone, primeggiando davanti al Porto e ora, negli ottavi di finale, dovranno affrontare il Valencia, avversario più ostico di quello che possa apparire sulla carta.

Lo sceicco El- Khelaifi sembra voler dare ancora qualche chance ad Ancelotti, ma ha già fissato gli obiettivi di mercato per la prossima stagione: Mourinho e Cristiano Ronaldo. Pare che la parola crisi sia stata eliminata dal dizionario arabo in versione qatariota………