Vedi Napoli e poi sogni........


Il Napoli espugna “Fort Tardini”, batte un Parma finora imbattuto in casa ed ora è libero di sognare, almeno fino allo scontro diretto del 1° marzo al San Paolo.

Gli uomini di Mazzarri vincono in Emilia da grande squadra, andando in vantaggio con un bel taglio di Hamsik su passaggio di Dzemaili e poi soffrendo per larghi tratti della gara e subendo poi il pareggio di Sansone con deviazione decisiva di Cannavaro. Ci pensa però poi il bomber, l’attaccante più forte del campionato, colui che è in vetta da solo alla classifica cannonieri con 18 reti. Dalla Premier League lo vorrebbero già da domani, ma Edinson Cavani per ora è un giocatore del Napoli ed è lui a risolvere il match dribblando Mirante e mettendo in rete, dopo avere ricevuto un passaggio filtrante da Insigne. Il Napoli così dimostra di saper soffrire, ma di saper vincere le partite che contano. Ha 15 punti in più rispetto alla scorsa stagione, ed è più che mai lanciato all’inseguimento della Juventus.

I bianconeri invece escono dal proprio stadio fra le polemiche, con Conte che aggredisce – quasi anche fisicamente- l’arbitro Guida, accusato di non avere fischiato un rigore a favore della Juve per un evidente tocco di mano in area di Granqvist. Qui la polemica potrebbe andare avanti all’infinito, perché si discute sempre fra la “volontarietà” e la “non volontarietà” del giocatore. In questo caso è chiaro che l’intervento del difensore genoano è maldestro, ma non volontario. Vero però, che il suo tocco di mano impedisce al pallone di passare. Polemiche a parte- anche se probabilmente ci sarà una coda e Conte rischia realmente la squalifica- la Juve sembra in un periodo di flessione. Fa fatica a segnare – e questa non è una novità vista la mole di gioco prodotta e i tiri verso la porta avversaria- e una volta trovato il vantaggio, si fa rimontare dall’ex di turno, Borriello, che segna e, da buona tradizione ormai non più soltanto italiana, non esulta, per la sua unica stagione juventina. Si sapeva già che i bianconeri avessero bisogno di un attaccante che la davanti la butti dentro, vedremo se basterà “il vecchio” Anelka a risolvere questo annoso problema.

Sembra invece farsi da parte la Lazio, che cade inopinatamente in casa con il Chievo. L’aquila Olimpia non torna alla base dopo il solito volo pre-partita, preferendo farsi un giro di Roma, e i laziali dimenticano di concentrarsi sui veronesi, che qualche scherzetto all’Olimpico l’hanno già giocato. Paloschi castiga gli uomini di Petkovic, per cui ora diventa di vitale importanza il ritorno della semifinale di Coppa Italia contro la Juve.

Si fa sempre più interessante la lotta per i posti Champions. Avanza – facendo però un passo indietro dal punto di vista del gioco – il Milan, che vince a Bergamo grazie al gol del ritrovato El Shaarawy – 15 reti per lui – e grazie all’ennesima buona prestazione del baby Niang, schierato da Allegri come esterno destro d’attacco. Il Milan però difetta di personalità, soffrendo il ritorno di un’Atalanta rimasta in dieci e senza una benché minima idea di gioco ( schema di gioco: palla avanti e vediamo che succede).

I rossoneri però recuperano punti su tutte le avversarie. Innanzitutto scavalcano la Fiorentina- battuta a Catania e ora in una situazione difficile, anche di classifica – ma soprattutto si portano a tre soli punti dall’Inter, con il derby che si giocherà fra meno di un mese. I nerazzurri giocano una dello loro peggiori partite a San Siro e vengono dominati per lunghi tratti dal Torino. Nei granata ottimo Meggiorni- ieri in versione “Preben Larse Elkjaer” il centravanti danese che portò lo scudetto a Verona- ma l’Inter ha mostrato grosse lacune in difesa e un’incapacità totale di fare gioco. Con la cessione di Sneijder e quella probabile di Coutinho si perde ancor più qualità e non si sa se basterà “un Paulinho” a rimettere in carreggiata i nerazzurri.

In “zona Europa” la squadra messa peggio però al momento è la Roma. Zeman non mi sembra stia facendo meglio di quanto fatto da Luis Enrique la scorsa stagione, ne come gioco ne tantomeno come punti in classifica. Nel “festival dell’errore” di Boogna, la Roma segna tre gol, ma ne subisce altrettanti, non dando mai l’impressione di solidità e di coesione. Solo colpa della “mancanza di regole “ come dice il boemo?

Nelle zone basse della classifica, il Palermo butta via ancora punti nel finale a Cagliari- era già successo a Parma e a Udine- facendosi rimontare da un gol di Thiago Ribeiro. Il Siena invece non demerita a Udine, ma viene sconfitto da un gol di Muriel e ora la situazione della squadra toscana è anche più problematica di quella della Banca cittadina.

Infine, nota di merito per il giovane argentino Icardi della Sampdoria. Quattro gol nella vittoria per 6-0 contro un Pescara che spesso dimentica che esiste anche una fase difensiva. Al bomber Under 20 argentino, è stato consigliato di rinunciare al torneo Sudamericano di categoria per restare a Genova e giocarsi le sue chances coi blucerchiati. Questa decisione sembra aver deciso in positivo le sorti di Delio Rossi e in negativo quelle di Marcelo Trobbiani ( allenatore dell’Argentina Under 20, eliminata al primo turno del Sub 20 giocato sui campi di casa di Mendoza e San Juan).